
| Recensione: KARMA – Stereotipi |
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L’età media dei componenti di questa band è di vent’anni appena e sono attivi solo da tre mesi, anche se in questi pochi mesi hanno già sfornato un breve ma convincente EP autoprodotto. Quest’opera prima si intitola Stereotipi e presenta tre inediti e una cover riarrangiata dalla band (Parole di Burro di Carmen Consoli). L’EP si apre con Come Pioggia, brano tipicamente pop/rock italiano abbellito da un groove di basso davvero fenomenale, aggressive ma ben calibrate le chitarre sul ritornello, buoni i fraseggi di synth, un po’ incerta la scelta dei suoni. Originale e ben strutturato il bridge. Questa opening track si lascia piacevolmente ascoltare e sottolinea già l’elemento chiave della band, il basso di Federico Cargnelutti. Secondo brano dell’EP è la cover Parole Di Burro, abbastanza fedele all’originale ma resa comunque personale dai Karma, che ci mettono senza dubbio del loro, spingendo con vigore chitarristico nel ritornello. Puntuale e preciso il lavoro dei synth e ottima anche la prova vocale su una canzone non proprio semplice da interpretare. Una cover rispettosa e allo stesso tempo creativa, come si evince dal bridge perfettamente riarrangiato in chiave rock. Se Vuoi è il brano pop/rock italiano per eccellenza, pezzo assolutamente convincente con un ottimo intro di piano e voce e un ritornello ben spinto dalle chitarre e dall’arpeggio tastieristico. Molto buono anche il giro melodico vocale caldo, preciso e potente nei momenti giusti. Questa canzone ha tutto il necessario per diventare un vero e proprio singolo di successo, molto semplice, orecchiabile e ben curata dal punto di vista sonoro. Forse unica pecca è un arrangiamento fin troppo lineare: non avrebbe guastato un bridge più creativo o un deciso outro strumentale a spezzare con il resto della canzone. Ultimo brano dell’EP è Vuoti, un pezzo molto spinto nelle parti strumentali e soffice e delicato nelle strofe. Da rivedere la parte vocale sul ritornello, un po’ indecisa: avremmo sicuramente preferito una parte un po’ più graffiata e rock anche dal punto di vista vocale. In conclusione, questa giovanissima ensemble pugliese stupisce per il lavoro fatto in così breve tempo: tre inediti ed una cover composti e registrati in un mese. Ovviamente c’è molto lavoro da fare ancora, i cinque ragazzi devono migliorare la loro capacità compositiva, osare di più e ricercare un sound più personale, ma le doti tecniche ed artistiche ci sono eccome. Punta di diamante di questa formazione è il già citato bassista Federico Cargnelutti, un piccolo Flea in erba; ottime le chitarre di Daniele De Vanna e Andrea De Marco curate in tutto, soprattutto nei suoni e questa è cosa rara per una band così giovane; preciso e pulito il lavoro del batterista Francesco Tarantini e molto ben riuscito anche il compito di Pasquale Ricciotti al pianoforte e synth. Qualche ombra sulla prestazione di Dino Casali alla voce, non aiutato di certo dal mixing finale dell’album, che lo mette un po’ in secondo piano. È parso soprattutto un po’ incerto sulle parti più spinte e aggressive. Nel complesso il Karma sono una realtà su cui vale la pena scommettere, con la giusta passione, la costante dedizione e un pizzico di fortuna questi ragazzi possono fare molta strada. GABRIELE CARUOLO |
| Ultimo aggiornamento Domenica 08 Maggio 2011 18:15 |


























