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Recensione: FEMME FATALE – Fading Night Sounds

Quattro ragazzi appassionati di indie rock si riuniscono e danno vita al loro piccolo gruppo locale, sfornano sei pezzi originali, fanno diversi live e poi pubblicano un EP di venti minuti.

Un copione fin troppo abusato, una sceneggiatura che si ripete con questi Femme Fatale e frenate l’entusiasmo voi fan dei Velvet Underground, perché questi ragazzi non hanno proprio nulla di Lou Reed e soci a parte il nome, che cita una canzone del leggendario gruppo statunitense.

Lo si capisce immediatamente dall’opening track punkettona, Going Nowhere First, che sembra più omaggiare la scuola americana del punk rock stile Nofx o Lagwagon piuttosto che il filone rock d’autore anni sessanta da cui i quattro prendono spunto per il nome del gruppo.

Continuando l’ascolto troviamo Hidden Histories, altro brano che non ha nulla di originale o fuori dai canoni classici dell’indie-punk-rock; forse in questo brano sentiamo qualche eco più british, alla Oasis, ma tutto sembra poi perdersi in un groove banale e scontato che davvero non coinvolge per nulla. E siamo arrivati alla volta di I’m Surely Miss You, una traccia più fresca e meno scontata delle precedenti, finalmente un bel groove spezzato su cui si posano i buoni fraseggi della lead guitar. Sfortunatamente il ritornello rimane molto classico e lascia un amaro sapore di già sentito troppe volte, un sapore davvero fastidioso che non ci aiuta ad assaporare a pieno neanche questo brano.

In You’re The One, le sonorità brit si fanno più concrete e i nostri Femme Fatale possono essere paragonati ad un mix tra Arctic Monkeys e Oasis agli esordi. Intendiamoci, niente di innovativo e particolarmente originale nemmeno in questo brano ma perlomeno l’arrangiamento appare lievemente meno scontato rispetto ai brani precedenti.

Scanzonata, incalzante e abbastanza fuori dai canoni classici è Sunset, il pezzo migliore dell’EP, non fosse altro per il fatto che presenta un arrangiamento più complesso e coinvolgente, finalmente un bridge poco stereotipato e un groove consistente. Pur ricordando molto gli Arctic Monkeys in questo brano i Femme Fatale appaiono più personali e ispirati.

Ending track è Shed Colours, canzone con una bella strofa iniziale, dove è presente un giro di basso curiosamente alto e melodico, ritornello distorto sempre molto canonico e poi seconda strofa variata con sempre un buon groove di basso ma su ottave più basse stavolta. In questa traccia finale non manca neanche il bridge con l’assolo di chitarra, anch’esso molto scontato.

Come si evince dai titoli stessi dei vari brani dell’EP, siamo difronte ad un disco ancora troppo adolescenziale, immaturo che colpisce davvero poco per via della scarsa originalità e vena creativa della band.

Fading Night Sounds evidenzia tutti i gap che il quartetto deve colmare per presentare un lavoro di più ampio respiro, con maggiore creatività, slegandosi dalle logiche ferree del “facile da ascoltare” e, invece, sperimentare molto di più.

Di certo la scena indie rock è molto affollata ultimamente e creare qualcosa di davvero innovativo diventa sempre più difficile ma perlomeno bisogna provarci, bisogna cercare di proporre qualcosa di nuovo e non un collage in quattro quarti delle sonorità più canoniche dei gruppi pop/rock britannici.

Auspichiamo una seconda prova più convincente e appassionante per questi Femme Fatale.

GABRIELE CARUOLO

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Ultimo aggiornamento Venerdì 06 Maggio 2011 08:28