
| Recensione: CHRISTINE PLAYS VIOLA |
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Pane per i denti di chi ha la foto incorniciata di Ian Curtis sul comodino. I Christine Plays Viola ripescano con abilità quanto di più angosciante e decadente (in senso buono, of course...) c'era nella dark-wave e nel post-punk più oscuro, plasmandolo alla luce di una sensibilità più attenta al lato onirico-psichedelico ed "ambientale" della faccenda. Le classiche strutture a cui Bauhaus, Joy Division e Cure (e, perchè no, Clan of Xymox) ci hanno fatto affezionare, vengono quindi riproposte in questo Promo 2010, accentuandone magari gli aspetti atmosferici (spesso e volentieri con un buon tocco di elettronica). Suoni cupi, bassi grevi, registri ipnotici o psicotici e tutto l'armamentario del genere. Tre pezzi di cui non sarà difficile apprezzare lo spleen e la cura degli arrangiamenti, e che a volte regalano inaspettati quanto interessanti spunti melodici. Certo, tre pezzi son pochini per avere un'impressione chiara, anche se le premesse per una futura crescita artistica sono senza dubbio presenti. Crescita che si rende necessaria per allontanare quella fastidiosissima sensazione di avere a che fare con un mero esercizio emulativo e derivativo di stile. I riferimenti alle band su citate spesso sono troppo marcati, troppo ingombranti per poterle ignorare. Si sente il bisogno di qualche guizzo di personalità in più, di qualche presa di distanza da certi canoni, oramai stantii, del genere. Vedremo alla prossima uscita. Promossi, ma con il beneficio del dubbio.
FRANCESCO CAPUTO |
| Ultimo aggiornamento Giovedì 05 Maggio 2011 19:37 |


























