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Recensione: EX-OTAGO – Mezze stagioni PDF Stampa Email
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Gli Ex-Otago di strambo non hanno solo il nome ma anche il sound pop cantautorale dal gusto retrò scanzonato e dalle liriche davvero ironiche ed intelligenti.

Il loro Mezze Stagioni si presenta subito bene con l’opening track, Patrizia, canzone frizzante e piena di energia molto anni '70, con un testo davvero divertente che narra di diversi e complicati rapporti di coppia.

Una Vita Col Riporto è una canzone molto allegra ma che tratta un tema davvero triste: la calvizia! L’ironia degli Ex-Otago traspare a pieno nel testo di questa canzone, dove la soluzione ai problemi quotidiani sembra essere proprio il riporto. A livello musicale questa canzone terzinata può sembrare semplice ma in realtà la canzone è arrangiata in maniera molto intelligente e originale. Ponendo in giustapposizione strofa pop e ritornello a ritmo di walzer danzante, la band riesce a spiazzare l’ascoltatore.

Costa Rica è il terzo pezzo dell’album e spezza un bel po’ con i precedenti, ci porta direttamente sulle assolate e paradisiache spiagge della Costa Rica, con tanto di chitarra acustica, tamburello e bonghi. Una canzone davvero intima, classica da spiaggiata a ritmo di samba con inserti melodici cantati direttamente in spagnolo. Molto bello il campionamento vocale messo a metà brano, una specie di monologo parlato che frappone Genova alla Costa Rica in maniera amaramente ironica e che strappa un sorriso all’ascoltatore, scatenando, allo stesso tempo, una catena di pensieri che collega il sud America alla capitale Ligure.

Si ritorna al sound classico degli Ex-Otago con Marco Corre: da segnalare qui l’uso dell’organetto synth dal gusto molto retrò ma particolarmente azzeccato, sui soliti ricampionamenti vocali sempre presenti nelle canzoni del gruppo. Questa band può sembrare molto banale e ripetitiva a livello musicale ma se si sta attenti e si coglie quel passaggio cromaticoche incupisce leggermente l’atmosfera finale del brano, allora si può capire quanto nella loro semplicità questa ensemble sia particolarmente attenta a tutte le sfumature e come sappia narrare anche solo strumentalmente tutto quello che viene esplicitamente detto nei loro testi.

Una chitarra registrata in maniera molto diretta con tanto di frusci e suono poco pulito apre I Figli Degli Hamburger. L’arpeggio iniziale, chiaramente voluto così nudo e crudo in fase di registrazione, è molto ben articolato melodicamente e si posa delicatamente sul battere del charleston che dà il LA ad un’altra canzone pop molto molto vintage. Ritmicamente incalzante, questa è una canzone che non fa stare fermi un secondo. Sempre ottimo il lavoro dei synth nel bridge. E per concludere il pezzo ritorna sull’arpeggio iniziale, che ci accompagna delicatamente sull’uscio e ci invita a proseguire per la nostra strada con il resto dell’album.

E così Ricominciamo Da Tre ha inizio con un sound reggae-folk con basso e organetto a levare, voce bassa e narrante che si lascia andare anche a qualche tecnicismo ma senza eccedere. Da metà canzone in poi c’è anche una voce femminile ad accompagnare la narrazione. Questa è la classica canzone d’amore, anche se in realtà di classico ha poco: il testo e il tessuto musicale ci lasciano intuire un retrogusto amaro molto diverso dalla solita ironia scanzonata degli Ex-Otago.

Segue a questo brano molto introspettivo Dentro La Foresta, settima traccia dell’album, che si caratterizza per un sound assolutamente cantautorale italiano in pieno stile Battisti ma con inserti molto moderni di scratch, campionamenti sonori e un bel bridge chitarra/piano e chitarra/voce. In questo brano va assolutamente sottolineato l’ottimo lavoro vocale: una voce molto melodica e ritmica allo stesso tempo che appassiona e quasi da sola tiene vivo il pezzo fino all’outro molto forte come contenuti e gitano come sonorità. Un pezzo difficile da descrivere ma semplice da ascoltare e da apprezzare.

Ed ora facciamo un salto in terra britannica con Holiday, la canzone british, e, diciamolo dai, Beatlesiana per eccellenza! Cantato in inglese e sound chiaramente da Cavern Club dei tempi d’oro. Un buon omaggio al versante pop britannico sempre tanto prolifico e mutevole nel tempo.

Ed eccoci introdotti nella triade finale, con la breve ed intensa Bar Del Corso, una canzone strumentale sorretta interamente dall’ottimo lavoro di synth e tastiere. Una canzone bella, evocativa e di impatto, ottima come colonna sonora di qualsiasi film d’essai. Con Gli Ex-Otago E La Jaguar Gialla, si torna ancora una volta al sound più personale della band. Ottimo il break chitarristico nel mezzo del brano che da spazio alle parole taglienti del testo, sempre ben espresse e cantate. Conferma assoluta il lavoro elettronico di synth e tastiera davvero ben studiato e incredibilmente originale. E siamo giunti alla conclusione dell’intenso, poliedrico e originale lavoro degli Ex-Otago con Dance A.M.: cosa ci si può aspettare da un pezzo con questo titolo? Cassa e rullante dance, chitarra stoppata in pulito, synth melodico e cantato in inglese. Molto divertente il lavoro ritmico della voce, svolto durante i break musicali. Questo brano è davvero molto dance e potrebbe far storcere il naso a più di un purista della musica pop-rock, ma crediamo sia d’obbligo leggere tale pezzo inserendolo nel contesto più ampio dell’album e coglierne la cifra ironica che contraddistingue tutto il lavoro di questa band.

Questa ensemble genovese sa il fatto suo, poco ma sicuro. Gli Ex-Otago riescono ad essere semplici e allo stesso tempo profondi e taglienti. Ascoltare Mezze Stagioni è un’esperienza che lascia il segno, è una bella passeggiata tra il classico e il moderno del pop, tra lo stereotipo e l’imprevedibile, è qualcosa che arricchisce musicalmente chiunque. Ottimo il lavoro di tutta la band ed in particolare molto bello il lavoro svolto sui synth e le tastiere. Originale l’idea di inserire dei campionamenti con un parlato che sembra davvero molto influenzato dallo spoken word afro-americano.

In conclusione gli Ex-Otago sono attualmente il miglior antidepressivo sul mercato, costano poco e hanno un’ottima efficacia ma come tutte le droghe creano dipendenza … ma chi se ne frega, no?!

GABRIELE CARUOLO

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Ultimo aggiornamento Martedì 19 Aprile 2011 19:24