
| RECENSIONE: THE RIGHT PLACE |
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Un tempo l’aspirazione dei partenopei era, come cantava Renato Carosone, “fare l’americano”. Nel 2011 pare che la tendenza dei giovani sia cambiata, difatti i napoletanissimi The Right Place vogliono proprio essere non americani ma inglesi. Con questo loro EP d’esordio, dal titolo Hiding In Plain Sight, appare lampante l’intento artistico di questa ensemble. Eugenio Jube Mazzetti (voce, chitarra), Michele Ottaiano (chitarra), Giuseppe Pagnini (basso), Marco Della Gatta (batteria) sono votati al più classico brit-pop che ci si possa aspettare. Un misto tra vecchio british dei fratelli Gallagher e nuovo sound alla Pete Doherty con i Libertines; un mix che, sulla carta, può risultare prolifico e affascinante ma che, sfortunatamente, nel concreto della band partenopea manca ancora di qualcosa. Tutti i pezzi dell’EP sono arrangiati in maniera molto lineare ma allo stesso tempo corretta ed efficace, i brani ci arrivano diretti e chiari,così come sono stati concepiti ma il problema è che già al primo ascolto ci pare tutto già molto sentito e abusato nell’ambito musicale di riferimento. Come approccio è sicuramente corretto avere dei modelli di riferimento ma bisogna gradualmente staccarsi dalle proprie influenze per creare qualcosa di nuovo, di più originale, perché sicuramente il genere in questione è molto abusato e in voga in questo periodo, quindi è necessario differenziarsi dalla massa se si vuole emergere. Più che una critica, questo è un sentito consiglio ai The Right Place, perché in questo EP è possibile scorgere delle buone doti tecniche dei singoli membri del gruppo e un'ottima capacità compositiva, quindi è sicuramente lecito chiedere a questi ragazzi di stupirci con qualcosa di ancora più personale, più sporco, meno limpido e british e un filo più sperimentale. Di particolare impatto è la triade finale dell’EP, con I Wish I Was Fallin’Away, Two Fingers e The Man For All The Seasons. In Two Fingers, è particolarmente bello il groove di basso e batteria ed egregio il lavoro di entrambe le chitarre ed anche la voce più sporca e graffiata del solito funziona particolarmente bene. La traccia di chiusura, The Man For All The Seasons, è davvero un ottimo pezzo d’atmosfera, che avanza su un registro ritmico suadente e piccoli fraseggi di chitarra che sono gradevoli acuti nell’economia musicale del brano. I Wish I Was Fallin’Away, invece, è senza dubbio il pezzo più riuscito e completo dell'intero EP: un’ottima strofa guidata dalla voce energica che contrasta con l’atmosfera delicata creata dagli strumenti, un ritornello semplice e orecchiabile che entra facilmente nelle orecchie e nella testa dall’ascoltatore. Il lavoro di questi ragazzi è di buono spessore artistico e mostra tutta la preparazione dei singoli componenti, forse il problema principale è che manca ancora una certa maturità e consapevolezza di gruppo e pertanto non c’è ancora voglia e coraggio di osare, di sperimentare. In questa attuale veste i The Right Place sono una buona band che vive non di luce propria ma all’ombra dei big del brit-pop vecchio e nuovo. Si auspica un secondo lavoro più personale ed intenso che mostri anche un approdo ad un sound davvero originale e degno di nota. GABRIELE CARUOLO |
| Ultimo aggiornamento Martedì 05 Aprile 2011 12:01 |


























