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RECENSIONE: GLITTERBALL - We Couldn't Have Dreamed It


Un gruppo musicale nasce per una sorta di alchimia mistica, tre, quattro, cinque anche nove persone che si uniscono in un unico imponente processo artistico e creativo. Come si può immaginare, creare un gruppo dal nulla è una cosa ardua, mantenere un gruppo unito e motivato è cosa ancora più complicata! Quindi quale può essere la soluzione? Un bel duo! Una loop station, chitarra, basso, tanti synth ed un estro creativo davvero unico, in una parola Glitterball.

Stiamo parlando del talentuoso duo pescarese formato da Giovanni Lanese (chitarra, voce e loop) e Barbara Sica (basso, loop e synth) al loro nuovo lavoro We Couldn't Have Dreamed It, prodotto dalla Seahorse Recordings di Paolo Messere, vero e proprio marchio di qualità nel panorama indipendente.

Un progetto davvero molto singolare, che già solo sulla carta ci pare audace e degno di nota. Quando poi il progetto Glitterball passa dal verbo scritto al sound nelle nostre orecchie, abbiamo la piena conferma che siamo di fronte a qualcosa di nuovo, coraggioso e davvero sperimentale ed innovativo. Un sound new wave anni '80-'90, che poggia su un tappeto di synth e suoni davvero molto diretti e ben realizzati.

Direi scontato il paragone con band di grandissimo spessore come i Kasabian o addirittura i Klaxons.

Nel secondo brano, Noise In My Head, si riscontra subito la grande capacità compositiva del duo, groove di basso e synth che si sposano alla perfezione e si ripetono meccanicamente a formare uno psichedelico e suggestivo supporto alla voce di Giovanni: questo brano sarà un sicuro singolo di successo per questa ensemble. Parlando di basso non possiamo che elogiare e sottolineare il grandissimo lavoro di Barbara, groove sempre perfetti e trascinanti che si alternano a sezioni ricche di synth ma che, comunque, non perdono quel groove necessario a tenere vivo l’interesse e la partecipazione dell’ascoltatore; in Crowin’ Hill, ad esempio, il lavoro del basso è davvero encomiabile e perfetto sotto tutti i punti di vista.

Intendiamoci non stiamo parlando di Continuum, eseguita da Jaco “dio sceso in terra con il basso a tracolla” Pastorious, ma di una ragazza che sa davvero come costruire e arrangiare parti ritmiche rock/pop di grande spessore e con una semplicità compositiva davvero singolare, e tutto questo alle volte conta di più di mille virtuosismi.

Non mancano pezzi anche davvero “schizofrenici” come arrangiamenti, ad esempio Monday To Friday e I Don’t Wanna Go To Work, che presentano interessanti e repentini cambi di atmosfera sottolineati da effetti sonori e synth dirompenti. Molto bella anche la settima traccia del lavoro, Nerd, canzone dal sapore tutto londinese con un bel bridge chitarristico, semplice e di impatto. Pollice verso, invece, per la semplicistica e sbrigativa In A Rain Of Rainbows, il quale sembra un pezzo un po’ buttato lì per caso, ripetitivo, scontato e che cozza un po’ con il buon lavoro presente nelle altre tracce.

In conclusione, quindi, è tutto oro ciò che luccica su questi Glitterball? Sicuramente è da lodare la grande vena creativa, le capacità di groove e di arrangiamento del duo, la perfetta scelta dei suoni dei synth e dei tanti effetti e ancora l’ottimo lavoro di produzione e registrazione di Paolo Messere. I numeri giusti dal punto di vista musicale ci sono, e le idee e la verve creativa di certo non mancano. Unica cosa da rivedere per un futuro felice e di successo è la voce. Questa non vuole essere una bocciatura al buon lavoro di Giovanni, solo uno sprono a migliorare per rendere meno anonima la sua voce, che spesso si perde tra gli arazzi sonori tessuti da synth e strumenti in questo We Couldn't Have Dreamed It.

GABRIELE CARUOLO


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Ultimo aggiornamento Mercoledì 16 Marzo 2011 19:08