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RECENSIONE: GLITTERBALL - We Couldn't Have Dreamed It
Stiamo parlando del talentuoso duo pescarese formato da Giovanni Lanese (chitarra, voce e loop) e Barbara Sica (basso, loop e synth) al loro nuovo lavoro We Couldn't Have Dreamed It, prodotto dalla Seahorse Recordings di Paolo Messere, vero e proprio marchio di qualità nel panorama indipendente. Un progetto davvero molto singolare, che già solo sulla carta ci pare audace e degno di nota. Quando poi il progetto Glitterball passa dal verbo scritto al sound nelle nostre orecchie, abbiamo la piena conferma che siamo di fronte a qualcosa di nuovo, coraggioso e davvero sperimentale ed innovativo. Un sound new wave anni '80-'90, che poggia su un tappeto di synth e suoni davvero molto diretti e ben realizzati. Direi scontato il paragone con band di grandissimo spessore come i Kasabian o addirittura i Klaxons. Nel secondo brano, Noise In My Head, si riscontra subito la grande capacità compositiva del duo, groove di basso e synth che si sposano alla perfezione e si ripetono meccanicamente a formare uno psichedelico e suggestivo supporto alla voce di Giovanni: questo brano sarà un sicuro singolo di successo per questa ensemble. Parlando di basso non possiamo che elogiare e sottolineare il grandissimo lavoro di Barbara, groove sempre perfetti e trascinanti che si alternano a sezioni ricche di synth ma che, comunque, non perdono quel groove necessario a tenere vivo l’interesse e la partecipazione dell’ascoltatore; in Crowin’ Hill, ad esempio, il lavoro del basso è davvero encomiabile e perfetto sotto tutti i punti di vista. Intendiamoci non stiamo parlando di Continuum, eseguita da Jaco “dio sceso in terra con il basso a tracolla” Pastorious, ma di una ragazza che sa davvero come costruire e arrangiare parti ritmiche rock/pop di grande spessore e con una semplicità compositiva davvero singolare, e tutto questo alle volte conta di più di mille virtuosismi. Non mancano pezzi anche davvero “schizofrenici” come arrangiamenti, ad esempio Monday To Friday e I Don’t Wanna Go To Work, che presentano interessanti e repentini cambi di atmosfera sottolineati da effetti sonori e synth dirompenti. Molto bella anche la settima traccia del lavoro, Nerd, canzone dal sapore tutto londinese con un bel bridge chitarristico, semplice e di impatto. Pollice verso, invece, per la semplicistica e sbrigativa In A Rain Of Rainbows, il quale sembra un pezzo un po’ buttato lì per caso, ripetitivo, scontato e che cozza un po’ con il buon lavoro presente nelle altre tracce. In conclusione, quindi, è tutto oro ciò che luccica su questi Glitterball? Sicuramente è da lodare la grande vena creativa, le capacità di groove e di arrangiamento del duo, la perfetta scelta dei suoni dei synth e dei tanti effetti e ancora l’ottimo lavoro di produzione e registrazione di Paolo Messere. I numeri giusti dal punto di vista musicale ci sono, e le idee e la verve creativa di certo non mancano. Unica cosa da rivedere per un futuro felice e di successo è la voce. Questa non vuole essere una bocciatura al buon lavoro di Giovanni, solo uno sprono a migliorare per rendere meno anonima la sua voce, che spesso si perde tra gli arazzi sonori tessuti da synth e strumenti in questo We Couldn't Have Dreamed It. GABRIELE CARUOLO
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| Ultimo aggiornamento Mercoledì 16 Marzo 2011 19:08 |


























