
| RECENSIONE: AUCAN – Black Rainbow |
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Il solco di questo genere così particolare ed affascinante è stato tracciato dai mitici Massive Attack nel corso degli anni novanta ed è bello sentire che nel 2011 il lascito di quella band così innovativa per i tempi sia stato raccolto in maniera positiva e creativa da questa ensemble nostrana. Black Rainbow, come suggerisce il titolo stesso, è un album dalle tinte scure, che disegna un universo sonoro ricco di atmosfera e infarcito con tante contaminazioni ed influenze elettroniche. Gli Aucan associano al sound elettro-dub-step anche una certa vena prog-post-rock che non guasta assolutamente, anzi innova e porta una ventata di freschezza ed originalità al genere. Stupenda la opening track del lavoro, intitolata Blurred, che si avvale della collaborazione della magnifica Angela Kinczly, regina dell’elettro folk, la quale, con la sua voce melodiosa, tesse trame soffici e delicate che fanno da solido supporto a tutto il brano. L’album presenta momenti anche più classici e tipici del genere, come la strumentale Red Minoga, dove il sound house londinese è ben presente ma dosato alla perfezione con una vena psichedelica coinvolgente e convincente. Black Rainbow è un album quasi interamente sperimentale e, sfortunatamente, le poche tracce cantate non convincono affatto: in Heartless sentiamo la carenza di una voce più emotiva e appassionante, peccato perché il brano è davvero molto bello strumentalmente; stesso discorso per Save Yourself, Away! e Sound Pressure Level, dove i cori del gruppo sono troppo trascinati e sottotono rispetto al grande lavoro strumentale presente alle spalle. Geniale, invece, il compromesso raggiunto in Underwater Music, dove i campionamenti vocali sono utilizzati alla perfezione, così come il classico sound del theremin che la fa da padrone assoluto per tutto il brano: la soluzione di usare campionamenti vocali, anche melodici, è molto efficace, difatti qui la voce si innesta benissimo nella struttura del pezzo proprio perché utilizzata come uno strumento elettronico qualsiasi. Assolutamente ipnotica e psichedelica Storm, probabilmente il pezzo più complicato del lavoro degli Aucan. Si presenta con una struttura quasi a loop ma che non stanca l’ascoltatore, anzi lo trasporta in una dimensione parallela quasi eterea, sospesa e lontana dalla contingenza terrena. Davvero incredibile il lavoro fatto con i synth e la cura dei tanti effetti utilizzati nel brano: rumori di acqua, rumori metallici tutti campionati ed utilizzati con scrupolosa e quasi maniacale perizia. Solo in chiusura del lavoro troviamo la title track Black Rainbow, canzone che riassume tutto il sound di questo album: forte, cupo, ipnotico, psichedelico e straordinariamente affascinante. Questo terzo lavoro degli Aucan è davvero molto maturo e sfiora a più tratti la perfezione. Non stanca mai, nonostante si tratti di un lavoro quasi interamente strumentale, e gli arrangiamenti sono davvero ingegnosi ed originali ma allo stesso tempo perfettamente armonici, nonostante l’utilizzo di mille suoni campionati diversi e tappeti di synth non sia sempre facilmente gestibile. Altro pregio di Black Rainbow è che, pur trattandosi di un album di genere, ha le potenzialità per soddisfare anche un pubblico più diffidente nei riguardi della sperimentazione elettronica musicale. L’unica critica che va mossa, sempre in maniera costruttiva, è la qualità delle linee melodiche vocali non all’altezza del lavoro fatto, salvo per l’eccezionale Blurred, dove Angela Kinczly fa un lavoro straordinario. Insomma gli Aucan sono un gruppo trip-hop elettronico dall’anima molto psichedelica a cui forse manca solo un cantante “di ruolo” per essere perfetti sotto tutti i punti di vista. Quando gli Aucan troveranno il loro Tricky niente potrà più fermarli. GABRIELE CARUOLO |
| Ultimo aggiornamento Mercoledì 02 Marzo 2011 14:58 |


























