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RECENSIONE: CARATTONI - Pagine Strappate PDF Stampa Email
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Dritto dritto dal monte Titano ci arriva questo album (Pagine Strappate, per PMS Studio) di pop-rock con vene (più nelle intenzioni che su disco) di cantautorato. Piermatteo Carattoni si presenta con queste dieci tracce che seguono passo passo genesi, sviluppo e fine di un rapporto amoroso, con conseguente moto di rabbia e di ridefinizione di sé del cuore infranto in questione. Detto così sembra banale. E a volte, purtroppo, lo è. Musicalmente l'autore non si discosta molto da canoni prettamente pop, con qualche virata più energica nei pezzi centrali; le soluzioni e la forma date alle canzoni spesso risultano molto semplici, e non brillano per originalità. Qualche sprazzo luminoso lo abbiamo in Cattiva-Mente e Cantaurora, dove un pò di sana cattiveria fa il suo gioco, così come nel brano L'Asfalto.

Per il resto, l'attenzione al disco cala poco dopo aver premuto il tasto play, parallelamente all'interesse per i problemi personali del protagonista della vicenda... Che, del resto, non fa molto per farsi capire. Al di là di una certa ironia, e pur dimostrando una buona capacità di giocare con le parole, i testi non colpiscono. Non basta inserire nella stessa frase termini apparentemente lontani tra di loro nella vulgata corrente per sortire un qualche effetto. Soprattutto se poi si infarcisce l'album di frusti tòpoi da cantautore. Intendiamoci, questo disco può avere anche un suo fascino: in fondo alcune melodie più o meno accattivanti che spuntano tra i solchi possono rendere l'ascolto non del tutto privo di senso. Ma, in ogni caso, la strada per il dimenticatoio è fin troppo breve.

 

FRANCESCO CAPUTO

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Ultimo aggiornamento Mercoledì 02 Febbraio 2011 11:00