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RECENSIONE: THE MINISTRO - Tempi Moderni PDF Stampa Email
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Fra le tante belle e interessanti realtà dell'underground italiano ecco arrivare, direttamente dalla calda Sicilia, i The Ministro. Relativamente giovani (il gruppo nasce nel 2005), i nostri ci regalano con questo Tempi Moderni poco più di mezz'ora di musica ironica e irriverente, allegra e profonda, sarcastica e, come direbbe qualcuno, sovversiva. E lo fanno passando con naturalezza dal blues allo ska, dal folk al reggae senza dimenticare la musica popolare, riuscendo così a risultare, con questa armoniosa miscela di generi, tanto scanzonati ed easy listening quanto profondi e irriverenti.

I ragazzi narrano la storia di un'Italia che ormai tutti conosciamo, scandita dalla candidatura del nuovo Re con conseguente comizio (Elezioni A Little Garden) fatto di false promesse (Comizio All'Italiana), alla successiva ascesa al potere senza tralasciare assolutamente nulla, dai falsi ponti all'”immaginaria” spazzatura dalla reale puzza che ormai regna nei falsi notiziari.

Interessante e lodevole poi l'omaggio a un grande recentemente scomparso, Stefano Rosso, con una rilettura in chiave ska di Una Storia Disonesta, subito seguita da una cover di Azzurro.

Degna conclusione è affidata alla bella Si Maritau Rosa, famosa canzone popolare siciliana, riletta in chiave blues.

Mettendo un attimo da parte qualità e contenuto dei testi, Tempi Moderni resta comunque un disco ben suonato e ben prodotto, ricco di idee e ricco di speranze per il futuro del gruppo che, ne sono convinto, ha ancora molte cose da raccontare.

 

EUGENIO MORRA

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Ultimo aggiornamento Venerdì 28 Gennaio 2011 11:13