
| RECENSIONE: MARTIN SCHULTE – Silent Stars |
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Martin Schulte vive a Kazan, nella repubblica autonoma del Tatarstan. In realtà, dietro questo nome di origini tedesche (scelto per omaggiare una nazione da cui, musicalmente, trae molto della sua concezione artistica) si cela Marat Shibaev, un ventiduenne con la passione per la musica elettronica, il quale, nonostante la giovane età, vanta già parecchie collaborazioni, partecipazioni a varie compilation, EP's e quattro album; non proprio il primo arrivato, quindi. La musica contenuta nelle dieci tracce di Silent Stars sa essere alienante e allo stesso tempo avvolgente, così piena di groove da essere ballata ma anche così onirica da costringerti, sognante, su una sedia con gli occhi chiusi e la testa chissà dove. Amalgamare fra loro la musica ambient, dub e techno e ottenere un risultato del genere, non è sicuramente da tutti. Martin sa quello che vuole e sa come cercare di ottenerlo! Silent Stars è un piccolo scorcio di spazio profondo: provate a immaginarvi lì, immersi nel nulla, intenti a fluttuare su una scia di suoni quasi liquidi e, forse, avrete una piccola idea di cosa Martin voglia rappresentare con la sua musica. Ad onor del vero, purtroppo, dobbiamo anche dire che non è tutto oro quello che luccica, e, a dirla breve, proprio la componente techno, presente in particolare nelle ritmiche quasi sempre basate su tempi 4/4, appiattisce un po' il disco negandogli quello spunto verso l'alto, quella dinamica in più, che l'avrebbe reso sicuramente appetibile verso una più ampia fascia di pubblico, e non solamente agli appassionati del genere. Martin, comunque, è alla ricerca di un proprio tocco, e se a ventidue anni è stato capace di sfornare un disco del genere, le potenzialità per il futuro sono infinite. Disco consigliato agli amanti del genere ambient ed elettronica, ma anche a tutti quelli che hanno voglia di intraprendere, con classe, nuovi percorsi musicali.
EUGENIO MORRA |
| Ultimo aggiornamento Mercoledì 02 Febbraio 2011 23:21 |







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