
| RECENSIONE - SHABADA' ORCHESTRA - Emigranti (2010) |
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| Scritto da Admin |
| Giovedì 03 Giugno 2010 16:10 |
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La band, ufficialmente nata nel 2008, è composta da Marino Alaimo (chitarra e voce), Armando Penta (fisarmonica), Roberto De Simone (basso), Luca Mele (sax) e Lucio Castracani (batteria e percussioni). Il gruppo ha recentemente vinto all’Atellana Festival, il premio “Miglior Testo”, realizzato con la collaborazione del magazine Fresco di Stampa, con il brano L’ufficiale innamorato, in vernacolo napoletano, tratto proprio dal loro ultimo lavoro: Emigranti, il cui titolo già ispira ed evoca immagini di viaggio, di commistione di generi, in un connubio orecchiabile e vivace, solare e intenso allo stesso tempo. Già dalla prima traccia, Il gabbiano, la fisarmonica dà il giusto ritmo che proseguirà lungo tutte il disco, in particolare ne Il geco, diventando sempre più ska, sempre più folk, unendosi a testi spesso impegnati che ritraggono il meridione odierno, con le sue pecche e le sue meraviglie. Un genere definito dallo stesso gruppo “Napoletan Patchanka”, che va dalla tradizione napoletana, Carosone su tutti, allo ska, la musica balcanica ed il rock steady. Pieno di spunti e trovate davvero originali (a partire dal titolo) il brano Gennaro ha ucciso Ali Babà, esplicito riferimento ai boss campani che detengono il potere sul territorio, e le cui sonorità ricordano molto gruppi come Modena City Ramblers e Bandabardò. Questa è sicuramente la traccia più pregnante del disco. La protesta continua in Quaranta sigarette, trascinante, dura e attualissima, quasi “rinogaetaneggiante”: e allora fumare resta l’unico piacere per dimenticare gli eccessi di questa Italia, dagli inceneritori, ai morti per l’amianto, agli scandali politici! Per noi di I Think è stato un piacere anche ascoltare Emigranti e vogliamo condividerlo con tutti voi! Eccovi il loro myspace: http://www.myspace.com/shabadaorchestra
MARIA GRAZIA RIZZITELLI
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