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GRUPPO DEL MESE – AcomeandromedA - Recensione: Occhio Comanda Colori PDF Stampa Email
Lunedì 23 Aprile 2012 16:14
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Occhio Comanda Colori
perché tutti i brani al suo interno prendono, appunto, tutti i colori che gli artisti sono stati in grado di dare.

Contiene undici tracce nelle maggior parte delle quali gli effetti elettronici richiamano l’idea della storia di fantascienza del romanzo A come Andromeda.

Non solo, in tutti i brani si alternano, senza mai contrastare tra loro, pezzi rock a momenti più melodici, creando accostamenti che sorprendono tenendo sempre viva l’attenzione dell’ascoltatore.

Molta importanza viene data agli strumenti, che accompagnano i bei testi. Belle anche le doppie voci. Il primo pezzo A Come Andromeda inizia proprio con la frase “Ti guardo col mio occhio meccanico”, filosofia del gruppo, ed è un brano che guarda alla realtà che ci circonda, come avviene poi in Il Mio Non Compleanno.

A seguire, Regina Del Mio Io è il primo vero pezzo d’amore che inizia lentamente, come una ballata, ma poi la forza prorompente della musica incalza, il flauto di Indolfo e il violino di Di Carlo diventano i protagonisti finché un pezzo di carta strappato non pone una fine brusca al brano. L’amore è comunque il filo portante dell’album ed è rivolto nei confronti della realtà che ci circonda come in Pioggia Pietra Terra.

Ma non solo, è un amore a 360 gradi, che sia corrisposto o no, come avviene ne Il Pastrano Nero, Senza K ed anche in Skizofonia dove, in particolar modo, va sottolineata la presenza musicale del sax di Francesco Massaro. Tupatuttuttutu-Booo, che prende il titolo dal suono ritmico della batteria, ha un finale musicale con cori che non ti aspetti e che ti trasportano.

L’inizio di Tempesta è molto piacevole all’ascolto e fa quasi pensare che si sia passati ad un tipo di testi più “leggeri” ma così non è: l’importanza delle parole risalta anche questa volta.

Antonella E Le Sabbie Di Lame
è un pezzo musicalmente forte dove, dopo la prima strofa, il pianoforte crea una lodevole parentesi. Dobar Zivot, il pezzo finale, letteralmente significa “buona vita”, perché è questo l’augurio di questo occhio che guarda un sacco di colori però col sorriso di chi li vuole guardare.

Dopo questo augurio, il disco si chiude con una una ghost track tutta da scoprire...

 

Tracklist:

1 A come Andromeda

2 Il mio non compleanno

3 Regina del mio Io

4 Pioggia pietra e terra

5 Il pastrano nero

6 Senza K

7 Tupatuttuttutu-Booo

8 Skizofonia

9 Tempesta

10 Antonella e le sabbie di lame

11 Dobar Zivot

 

MARIACLELIA LABBATE


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Ultimo aggiornamento Martedì 24 Aprile 2012 10:33