
| Recensione: ENRICO BRIZZI E YUGUERRA - La vita quotidiana in Italia |
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| Giovedì 02 Febbraio 2012 08:22 |
![]() La Vita Quotidiana In Italia è un lavoro firmato dallo scrittore Enrico Brizzi (noto per la sua sfrenata passione per il rock) e il gruppo degli Yuguerra, composto dallo stesso Yu Guerra, da Wilko (ex Rats) alla chitarra, da Tony Farinelli al basso e da Andrea Insulla alla batteria. La band, dopo due intensi anni di attività, influenzati da gruppi come i Sex Pistols e Clash, si è dedicata a questo “disco letterario” insieme a Brizzi (che, come saprete, non è alla sua prima esperienza discografica, avendo collaborato già con i Sub-booteo Experience, con i Frida X e con i Numero6). In questo disco, pubblicato per la IRMA Records, tutti i brani descrivono una critica all'Italia che si rimpiange. Un'Altra Primavera, prima track dell'album, ci offre un rock deciso che intensifica il senso delle parole a tratti malinconico; Un'Altra Primavera diviene metafora di un paese che rifiorirà, in cui i ragazzi torneranno ad essere coraggiosi e a scambiare opinioni senza pagare un biglietto. Rialzati Bologna, luogo di origine sia dello scrittore che della band, ricalca il piattume di una città alla gogna, che ha preferito dormire invece di sognare, dimenticando voci e volti lontani che hanno sconfitto ladri e bugiardi. Non si lascia andare la critica neanche alla amata televisione italiana in Lo Specchio Della Società, in cui si ripercorre il passato di una TV anni '80: un contenitore fatto di quiz, di telefilm americani che hanno rinchiuso le coscienze e le conoscenze ai limiti delle stesse. A ricalcare questa analisi ritornando al presente, vi è la canzone Le Vite Degli Altri, in cui gli uomini si trasformano per partecipare ad un reality show, milioni di persone che si accaniscono a spiare e a scommettere sulla vita altrui, una galera televisiva che inghiottisce tutti allo stesso tempo. La storia continua a farsi sentire in Lettera A Pertini, che ha lottato contro il terrorismo e la mafia e che ha patito prigioniero sotto la dittatura, definito quindi un eroe che ha resistito. Un disco, questo, che si fa ascoltare come se fosse un libro musicale, un suono che rinfresca la memoria della storia italiana passata e presente e che offre spunto a chi lo ascolta di riflettere su ciò che siamo diventati e di come l'oggi non è altro che il frutto del nostro passato. ALFIA DE MARZO
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| Ultimo aggiornamento Domenica 05 Febbraio 2012 15:45 |


























