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Recensione: THE MEGS - Jealousy PDF Stampa Email
Martedì 31 Gennaio 2012 20:51
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I The Megs sono un gruppo garage-rock proveniente da Verbania (sulla sponda piemontese del Lago Maggiore) e sono un trio formato da Eddie Laino (voce, basso), Mattia Aldibele (chitarra) e Marco Ausonia (batteria).

Questo Jealousy è il loro album d'esordio, dopo aver pubblicato il singolo Furious.

Si nota chiaramente che la band è influenzata da Iggy Pop, da Alice Cooper e dagli Alice In Chains e il problema principale che si riscontra in questo album è proprio che i Megs non riescono a discostarsi dai propri idoli, diventandone un'ombra priva di forma. Non è un disco sconsigliato, anzi lo consigliamo vivamente a tutti i nostalgici del genere, ma per fare il grande salto e farsi apprezzare da un pubblico più vasto, bisogna ancora fare un po' di strada. Le lacune che si riscontrano in questo primo lavoro in realtà sono in comune con molti esordi discografici degli anni zero.

La voce, pur avendo un bel timbro, in certi momenti simile a quello di Piero Pelù, risulta poco trascinante. Non male gli arrangiamenti delle parti strumentali, anche se alcuni riff delle chitarre sanno un po' troppo di “già sentito” e portano l'ascoltatore a giudicare monotoni certi pezzi che invece, con qualche idea in più, avrebbero potuto raggiungere ottimi livelli.

Non giungono nemmeno i testi a dare un tocco d'originalità al tutto, perché anch'essi restano quasi sempre sospesi in un limbo a metà strada tra il banale e il tentativo di non esserlo, come se ci fosse ancora l'insana paura di osare, di mostrare ciò che si è piuttosto che ciò che si pensa l'ascoltatore voglia sentirsi cantare.

I tre musicisti sanno suonare ma hanno paura di esplodere, di osare, e dunque restano imprigionati nella gabbia dei luoghi comuni. D'altra parte, come già detto, se si pensa che stiamo parlando di un disco d'esordio, possiamo affermare che le carte per poter intraprendere un cammino creativamente più appagante ci sono eccome. Purtroppo quest'album, però, paga la scarsità di idee messe in campo (addirittura nei primi due minuti del brano Good Morning sembra di ascoltare Come As You Are dei Nirvana).

Concludendo, a Jealousy manca il mordente, manca la novità... i Megs dovrebbero chiedersi: perché la gente dovrebbe ascoltarci? Cosa apportiamo di diverso? 

La facilità con cui oggi si può produrre un disco, purtroppo, tende ad offrire una rosa di prodotti e di band emergenti vastissima: questo è un bene ma impone agli artisti di trovare inesorabilmente la propria strada, il proprio stile, per evitare di essere schiacciati dal resto del gregge. Come? Sperimentando!

Facciamo un in bocca al lupo ai Megs e li rimandiamo alla seconda prova: la strada è quella giusta.

IGNAS RONZINO

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Ultimo aggiornamento Venerdì 03 Febbraio 2012 09:18