
| Recensione: KEKKO FORNARELLI - Room Of Mirrors |
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| Domenica 29 Gennaio 2012 09:22 |
![]() Room Of Mirrors è il terzo lavoro del pianista barese Kekko Fornarelli, classe 1978. Fornarelli inizia a suonare il piano all’età di tre anni; consegue il diploma presso il Conservatorio Piccinni di Bari ed “incontra” e si innamora del Jazz a 18 anni. Da sempre impegnato nella ricerca sullo strumento per affinare il suo stile, Fornarelli, dopo i precedenti lavori Circular Thought ed A French Man in N.Y., lavora al progetto KUBE, in sinergia con Luca Bulgarelli al contrabbasso ed a Gianlivio Liberti alla batteria. Otto accattivanti tracce, tutte composte da Fornarelli, per un disco inserito nella Piano Series dell’etichetta pugliese AUAND, in occasione dei suoi 10 anni di attività. Un’attraente intro, porta l’ascoltatore direttamente al “cuore” del brano Coffee & Cigarettes, dai cangianti colori swing e funky, mentre batteria e piano dialogano in maniera armonica tra loro, lasciando spazio a virtuosismi contrabbassistici di ottimo livello. Notevoli momenti di pianoforte solo, avvolgono l’ascoltatore in un piacevolissimo vortice sonoro dalle godibilissime sfaccettature ed è facile abbandonarsi nell'ascolto di essi. Un finale “elettronico” offre una sorpresa di tipo acustico. Daily Jungle è un brano dall’inizio soft, che subito incalza con un’accattivante ritmo ed ha offerto allo stesso Fornarelli lo spunto per creare, in veste di produttore, il primo videoclip di genere jazzistico nel giugno del 2011. Suoni limpidi e quasi cesellati, rendono accattivante questo brano, facendo immediatamente godere dei virtuosismi e della passionalità dei suoni e dell’alchimia bilanciata resa dalla sinergia dei vari strumenti. Dream And Compromise, struggente ed elegante, avvolge l’ascoltatore in raffinati virtuosismi pianistici, che molto bene si imbastiscono con la felpata batteria di Liberti e il raffinato contrabbasso di Bulgarelli, in una trama sopraffina fino ad un quasi sussurrato finale. Room Of Mirrors, brano che dà il titolo all'album, si rivela nella sua semplicità anche all’ascoltatore di jazz alle prime armi, interessandolo ed emozionandolo. In The Flavour Of Clouds, un’atmosfera raffinata e di grande ricerca stilistica la fa da padrona e ci racconta molto della personalità del suo autore e delle varie sfaccettature della sua personale “stanza degli specchi”. DONATELLA DELLE CESE
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| Ultimo aggiornamento Mercoledì 01 Febbraio 2012 09:50 |


























