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Recensione: SWEET VENDETTA - Sweet Vendetta PDF Stampa Email
Mercoledì 25 Gennaio 2012 19:22
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Il moniker Sweet Vendetta, nome della band che dà anche il titolo al disco, presenta già gli intenti dell’album di esordio, il quale racchiude canzoni di stampo punk/rock ma con influenze provenienti da vari generi, che spaziano dal pop/rock al blues, sino ad arrivare a sonorità heavy metal ed alternative.

La band bolognese ci propone così questo disco di nove tracce, che grazie all’abilità di creare melodie sempre frizzanti e dinamiche, non ci si stanca mai di ascoltare: non vi è mai monotonia e la musica ha sempre un potente e massiccio ritmo punk, con le chitarre dai riff accattivanti e pieni di energia, che trasmettono una grandissima adrenalina, che si scatenerà al massimo della sua forza in sede live.

Non vi sono grandi dubbi sul fatto che una delle band da cui i Sweet Vendetta hanno tratto maggiore ispirazione sia quella dei Green Day, influenza molto evidente soprattutto nella seconda traccia, Liberty Street, ma anche altre tracce riecheggiano, pur senza dare l’impressione del plagio, il sound della band di Billie Joe e soci e anche di un’altra band che ha fatto la storia del rock: i Nirvana, principalmente in Phoenix.

E non mancano altre sorprese, anche se in questo caso sembrano maggiormente citazioni o, peggio, danno un po’ la sensazione del già sentito, come nel riff iniziale di The Ghost Of Mighthavebeen, che rientra in pieno nella tradizione heavy metal senza dare la minima impressione di volersene discostare; ma si può dire che, in fin dei conti, l’abilità dei Sweet Vendetta è quella di saper mischiare sonorità di diversa provenienza e di generi differenti fino a creare un sound decisamente orecchiabile e godibile, il che non è da poco.

Gladly The Cross-Eyed Bear  è una canzone malinconica  che sembra dividere in due parti il disco, creando una pausa dall’energia del punk, per lasciar spazio ad un rock cantautorale più vicino a certi lavori di Gary Jules. Infine Over The Horizon, l’ultima traccia del disco, vede gli Sweet Vendetta affacciarsi ad un’altra finestra del mondo della musica: l’alternative metal, quasi post/rock, ma molto vicino alle sonorità dei Tool, con una musica del tutto strumentale che si evolve costruendo melodie diverse: dalla potenza di una chitarra elettrica accattivante alla malinconia del basso e della chitarra acustica, che concludono il disco, evidenziando le capacità tecniche di una band certamente da tener d’occhio.

LOREDANA FRONTINO

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Ultimo aggiornamento Venerdì 27 Gennaio 2012 17:36