
| Recensione: STEEL A - Un passo un dubbio |
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| Sabato 07 Gennaio 2012 14:27 |
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La prima canzone dell'album bisogna dire che delude un po', con una musica che sembra un po' troppo già sentita, nulla di più di un comune brano pop. Dalla seconda traccia, però, ci si proietta con la mente fuori da questo inverno gelido, sino ad arrivare, muovendosi a suon di reggae, nella calda e bella estate salentina. E non potevano mancare delle canzoni in dialetto, tra cui la revisione di Cusì Nu M'hai Istu Mai, un duetto che alterna inglese e dialetto, in dubstep. La musica della loro terra si fa sentire anche in Quiddhru Ca’ Ncete suonato quasi interamente con una chitarra acustica che porta un bel ritmo e parla sempre della loro casa, il Salento. Rimanendo in tema di duetti, non manca quello con Samuel, voce dei Subsonica, band che ha spesso collaborato con gli SteelA e che ha prodotto anche questo disco, registrato nella loro sala di incisione torinese. Il duetto in questione è una cover di Two dei Motel Connection, che in verità non si discosta molto dall'originale. E per non far mancare un ritmo più tranquillo all'album, è presente anche una canzone in acustico che tratta anch’essa di amore, tema affrontato in gran parte del disco, in cui però si parla anche di politica e di attualità, attraverso l'emblematica e ricorrente affermazione “non è destra né sinistra ma un vuoto di mentalità”. Non mancano nemmeno canzoni più pop, con la voce molto melodica e la musica ritmata dall’elettronica, come Perdizione. La traccia di chiusura Un Passo Un Dubbio, che dà anche il titolo al disco, ha una musica tipica del “ghetto”, con un ritmo scontroso che chiude così un album di puro reggae salentino, ottimo per ballare, dalla prima all’ultima traccia.
LOREDANA FRONTINO |
| Ultimo aggiornamento Venerdì 20 Gennaio 2012 21:49 |


























