
| Recensione: ELIZABETH - Ruggine |
|
|
|
| Martedì 27 Dicembre 2011 13:56 |
|
Introdotto da una frase in emiliano, ad indicare la loro provenienza, e da un inizio di chitarre seguita dalla voce del cantante, che in questi dodici brani tratterà di sentimenti, sogni, esperienze di vita vissuta, ma anche dei problemi che le nuove generazioni si trovano ad affrontare. Insomma una richiesta di rivoluzione per un futuro migliore. Inoltre vi è un'alternanza di umori e atmosfere, dalle canzoni malinconiche e pacate, quasi cantautorali, presenti nelle prime tracce del disco, tra cui anche la famosa Piove Su Milano, alle canzoni di stampo propriamente rock, sulla scia degli Who, ai quali è dedicato anche un “omaggio”, con La Mia Generazione - il cui titolo rimanda alla traduzione italiana della loro My Generation - brano che tratta delle delusioni che i giovani arrecano ai grandi, a quelli della “vecchia” generazione, quelli che con la frase “...io alla tua età...” pensano che i tempi e le abitudini non siano mai cambiate, mentre invece i tempi cambiano e ci si trova fuori posto in un mondo del tutto nuovo. Un'altra simmetria con un noto cantante italiano la si trova anche nel titolo di Certi Giorni, un brano pop rock che porta ovviamente alla mente il cantautore di Correggio, Ligabue. Un altro brano interessante dal punto di vista musicale è Norlevo, che si articola in tante sfumature musicali ed un carattere alternative, con un testo che tratta di solitudine e rimpianti che solo un domani migliore potrà scacciare via. In definitiva questo Ruggine è un disco ben radicato negli anni in cui è nato, figlio di questa generazione allo sbaraglio, che fa riflettere sulla vita. Speranze e sogni che gli Elizabeth hanno visto realizzarsi con un esordio certamente positivo. LOREDANA FRONTINO |
| Ultimo aggiornamento Venerdì 06 Gennaio 2012 19:32 |


























