il circo non fa bene ai bambini
Sito Antirazzista
Home icon Home»Musica»Recensione: FRANCESCO FERRAZZO - Goccia dopo goccia
Recensione: FRANCESCO FERRAZZO - Goccia dopo goccia PDF Stampa Email
Domenica 25 Dicembre 2011 20:12
AddThis Social Bookmark Button
alt

Goccia Dopo Goccia è l’album d’esordio di Francesco Ferrazzo. Un album che contiene brani scritti negli ultimi dieci anni, frutto di tre anni di duro lavoro nei quali si fondono sonorità classiche, pop e rock grazie alla collaborazione di un nutrito gruppo di musicisti. Sette tracce per una mezz’ora di buona musica che certo non graffia ma si lascia ascoltare con piacere.
Il cantautore di Verbania, 35 anni, dedito fin da piccolo allo studio del pianoforte ed affiancatosi in seguito a gruppi pop-rock, vanta già la partecipazione a diverse rassegne che lo hanno visto tra i finalisti, quali Musicultura, Premio Lunezia e Premio De Andrè.
L’album denota la sensibilità ed il punto di vista di un uomo che guarda alla sua vita ed ai problemi sociali mantenendo sempre un tono soft e gradevole anche nelle tracce in cui si riscontra una nota più elettronica, come in Di Cosa Ha Bisogno La Gente, uno dei pezzi più riusciti della raccolta.
Un sound che lo avvicina alla migliore tradizione dei cantautori italiani impegnati, appunto, tra lotta sociale ed introspezione. 
In questo disco Ferrazzo riesce sempre a mantenere accenti eleganti, con una timbrica che ricorda in alcuni casi Ivano Fossati o Niccolò Fabi o ancora, nel panorama internazionale, Van Morrison, i Dire Straits e Sting, tanto per citare solo alcuni degli artisti, accomunati da carisma e sensibilità, che hanno influenzato lo stile dell’autore fin dalla sua adolescenza.
E per un Fossati che annuncia il suo ritiro dal palcoscenico, ecco l’entrata in scena di un giovane cantautore che ne prende degnamente il testimone, come in Di Cosa Ha Bisogno La Gente, dove si riconoscono maggiormente melodie, atmosfere e vocalità del cantautore genovese.
Goccia Dopo Goccia è un disco molto equilibrato, essenziale, in cui ogni cosa è sistemata egregiamente al suo posto. C’è una bella forza comunicativa, più nella musica che nei testi, ai quali manca quel graffio che solitamente è alla base del lavoro di un cantautore, ma i presupposti ci sono e siamo certi che l’esperienza farà il resto.
Il lavoro risulta nel complesso interessante e ricercato: è limato ed arrangiato accuratamente e questo ne fa un album scorrevole e musicalmente trasversale. Preponderante la presenza del pianoforte in Tranne Che A Te, che conferisce delicatezza ed intensità al pezzo, elementi che sembrano rispecchiare maggiormente lo stile intimistico dell’autore.
Per il momento diffusione e popolarità si basano ancora sul passaparola, Ferrazzo ha cominciato a presentare nei live il suo lavoro pubblicato alla fine della scorsa estate, ma sicuramente ne sentiremo parlare, vista la buona resa di questa prima fatica intensa e promettente.

FRANCESCA VISICCHIO

Commenti (0)
Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti!
Ultimo aggiornamento Venerdì 30 Dicembre 2011 20:39