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Recensione: U PAPADIA - La Peronospera PDF Stampa Email
Martedì 20 Dicembre 2011 11:36
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Un nuovo genoma direttamente dal Salento: La Peronòspera


Il sapore di terra e un ritmo decisamente salentino arriva a portarci Umberto Papadia autore dell'album La Peronòspera.

Primitive come il vino sono le sonorità che attraversano tutte le tracce, un rock folk tutto made in Salento, proprio come se attraverso le sue canzoni si riuscisse ad osservare questa terra e a sentirne le radici più profonde.

Proprio come nella title-track, La Peronòspera, una danza scavalca il suono raccontandoci il vento che avvolge la vita e di come ci lasci scappare verso altre terre, un giardino in cui ci distende facendoci dimenticare dove ci troviamo. Il sound è quello che sarebbe stato dei Litfiba, se fossero nati a Lecce, invece che in Toscana.

Allo stesso tempo il disco si presenta colmo di poesia come in Fiuru De Chiazza e Dimme L'Ura in cui i il ritmo cala e lascia spazio ad un senso di libertà, una voglia di respirare per uscire fuori ripensando in solitudine al passato pensando ad una lei che non c'è più, una metafora al senso di mancanza della persona amata un tempo.

Il ritmo che si riaccende come un fuoco ardente nel resto delle tracce come in De La Capu Nfatisce Lu Pisce, che si apre con un richiamo descrivendoci come tutte le terre del sud la Basilicata, la Calabria, la Tunisia e lo stesso Salento, siano tutte patrimonio dell'umanità, perle del mediterraneo che hanno in comune una storia che non è per tutti, un chiaro manifesto di ribellione a cui nessun telegiornale può arrivare.

Altra traccia piena di ironia e di ribellione è Mannaggia Santu Nuddu, note rivolte alla critica dei santi e a chi dedica troppo tempo alla preghiera, rimanendo intrappolato nel passato. Predicatori che si approfittano della paura della gente, una maschera di bugie che dovrebbero togliere perché la penitenza da scontare è questa stessa vita.

Un album promettente questo di Umberto Papadia, detto anche U' Papadia, che merita certamente di essere ascoltato.


ALFIA DE MARZO

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Ultimo aggiornamento Martedì 27 Dicembre 2011 14:01