
| Recensione: INSINTESI - Subterranea |
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| Lunedì 12 Dicembre 2011 16:08 |
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Nelle nove tracce dell’album d’esordio, gli Insintesi “sintetizzano” gran parte delle tendenze musicali del territorio pugliese, richiamando in diverse occasioni le esperienze musicali dei più conosciuti Sud Sound System e Apres La Classe, gruppi con i quali gli Insintesi hanno collaborato per il loro secondo album, Salento In Dub, che sarà presto recensito su I Think. E sono proprio quelle tendenze musicali a sottolineare la storia e il background musicale degli Insintesi, gruppo nato a Lecce nel 1998 e subito notato dalla critica locale per l’originalità del mix tra generi tanto diversi, come l’etno-sound d’origine mediterranea, il reggae di giamaicana memoria ma con influssi salentini e quel tocco di urban style dato dal genere dub. E la cantante leccese protagonista di questo primo episodio della band, la cui vocalità intensa ricorda lontanamente l’intensità espressiva di Meg, ex cantante dei 99 Posse, ben si abbina ai ritmi e alle atmosfere afro-arabeggianti di Iman e Subterranea, singolo che dà il titolo all’album. La scelta dello spagnolo, poi, per brani quali La Palabra e No Te Quero dona sensualità e misteriosità. Nel complesso, la prima esperienza musicale degli Insintesi induce l’ascoltatore ad alzare il volume e a prestare attenzione all’originale mix, che a seconda del pezzo induce all’ascolto impegnato, ai voli pindarici della mente e al movimento. Spiccano su tutte le tracce dell’album Subterranea, e la trascinante An Capu, accompagnata dal video di riferimento, semplice ma davvero incisivo. L’originalità non manca nel mix di culture musicali diverse. Disco consigliato ai fan della “salentinità” e dell’etno, maestoso l’arrangiamento synth di tutto l’album.
ENRICO GORGOGLIONE |
| Ultimo aggiornamento Lunedì 19 Dicembre 2011 13:52 |


























