
| Recensione: DOC BROWN - L'uomo tende all'equilibrio |
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| Giovedì 01 Dicembre 2011 09:11 |
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I Doc Brown lanciano un nuovo lavoro pop rock elettronico intitolato L'uomo Tende All'Equilibrio. Una miscela composta da 11 canzoni dal sapore inebriante e sentimentale del tutto originale. Complessivamente, le sonorità variano per affinità, dai Negrita ai La Fame Di Camilla, non disdegnando gli Editors, come in Dimmi. Romantico Astrofisico, prima traccia dell'album, ci catapulta in una condizione del tutto personale in cui l'uomo sembra recuperare la poesia criticando una scienza che non permette di amare senza limite. Astrofisici diventano allora i sentimenti, principalmente l'amore; ci si scontra con la gravità dei sogni, un profondo sfogo umano che passeggia in un piacevole sound. Tutto l'album continua su questo flusso, un'attenta manifestazione di un “mondo fragile”, come cita il cantante Alberto Bosisio nel brano Non Ci Serve Molto, con occhi che piangono solo pietà, un acuta osservazione di una realtà che sembra estraniarsi dall'umanità, immagini televisive violente proiettate dritte agli occhi di chi guarda, dimenticando cosa ci sia dietro a questo spettro, ombre che diventano protagoniste di una falsa identità. Forte è il grido che resta anche in Occhi Lucidi e Male Del Secolo in cui i Doc Brown mettono a fuoco la condizione di una società attaccata da una crisi che ci fa piangere e ci fa star male, ma l'amore può, se glielo permettiamo, aiutarci. Tempi agitati questi, da una batteria incessante e un giro di chitarra alternati sin dall'inizio delle tracce, un tempo elettronico che scorre senza fermarsi, dove i soldi facili aiutano solo a scappare da se stessi. In Male Del Secolo padrona è l'ansia, un'instabilità che ci costringe a sopravvivere e allora ci si chiede dove sia il futuro. Un lavoro, questo dei Doc Brown, dai toni sensibili e acuti, che merita di essere ascoltato anche dai nostri occhi.
ALFIA DE MARZO |
| Ultimo aggiornamento Martedì 06 Dicembre 2011 15:09 |


























