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Recensione: ESDEM - A Latex Society PDF Stampa Email
Mercoledì 23 Novembre 2011 10:57
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L'onirico mondo degli Esdem


Gli Esdem tornano a farsi sentire con il loro secondo album A Latex Society, dopo l'ampio successo riscosso con il primo album Amnesia (2008).

Il primo singolo di questo nuovo lavoro, Doctor, crea un'atmosfera ipnotico-ossessiva che ricorda i primi Nine Inch Nails.

Tutto l'album, composto da dieci tracce, è un concentrato di suoni dai tratti decadenti e visionari, un terreno sconosciuto carico di oblio in cui la voce di Simone Ricci, cantante del gruppo, contamina in maniera del tutto originale una inedita melodia elettronica, dipingendo il malessere umano.

Incisivi di questa condizione sono anche altri due brani, Stupid Love e la title-track (che non sfigurerebbero affatto in un album degli Air) in cui il vulnerabile sprofonda in una melodia malinconica, facendoci ritrovare in un contesto intimo ed emozionale.

Altra chicca è la canzone Good Bye Child ! una ninna nanna dai toni incalzanti che incanta e circonda chi ascolta.

Una miscela di improvvisi suoni esplosivi, una profonda energia, mai aggressiva, che gli Esdem sembrano mostrare come metafora dell'abbandono ai sentimenti, componente decisamente poetica di tutto il lavoro.

Un disco che si lascia ascoltare come se fossimo in un grande sogno in cui i nostri sentimenti prendono vita.

 

ALFIA DE MARZO

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Ultimo aggiornamento Sabato 26 Novembre 2011 22:47