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Recensione: EX!T - La Scatola Magica (Zimbalam) PDF Stampa Email
Lunedì 07 Novembre 2011 14:58
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È un periodo fortunato per le mie recensioni. Sto trovando gruppi davvero interessantissimi. Questo che vado a presentarvi è un gruppo che ho volontariamente scelto di recensire perché sono rimasto notevolmente colpito dal loro potenziale.

L’album non mi ha assolutamente deluso, anzi, mi ha permesso di confermare il mio giudizio su di loro. Sto parlando degli Ex!t, e del loro album La Scatola Magica, uscito nel 2010.

Quando ti accorgi di ricordare, dopo solo un paio di ascolti, il testo di un ritornello, vuol dire che questo funziona. A me ne son bastati due per passare tutta la serata, per buona pace dei miei amici che mi hanno dovuto sopportare, a cantare Aria, brano con cui si apre l’album.

Il loro incrocio di indie rock pop crea una miscela interessante che attinge a piene mani dalla scena nazionale, Negramaro in primis, soprattutto per la potenza degli arrangiamenti, o i romani Le Mani (giusto per fare due nomi), ma anche strizzando l’occhio, giustamente, oltreoceano (in alcuni istanti ricorda la voce di Brandon Boyd degli Incubus, come nell’intro di Tutto Mi Parla Di Te).

In realtà sto impazzendo da due giorni per cercare il nome di una band indie che mi hanno ricordato tremendamente in La Trottola. Se dovessi un giorno ritrovarlo, ve lo faccio sapere ovviamente.

Il loro sound è frizzante, brioso, con alterne esplosioni di chitarre distorte che vengono contenute senza eccessi, sempre finalizzate al bene del brano. Al massimo mi permetto di consigliare una ricerca più accurata sulla selezione dei suoni di sinth, ma è una cosa che sicuramente verrà loro col tempo. Un esempio di questa capacità di trovare le giuste soluzioni, anche ispirandosi a ciò che è già stato fatto e rifatto, è il cambio di tempo nel ritornello de La Scatola Magica, il quale, seppur già ascoltato moltissime volte, cade perfettamente, sintomatico di un’intelligenza nell’arrangiamento dei pezzi non così comune, pronta a rischiare per la migliore impostazione possibile per un brano.

Chi legge le recensioni che scrivo, sa che gran parte del mio giudizio si concentra sulle voci. È una delle cose sulle quali mi impunto. Sono uno passionale. Se mi innamoro di un timbro, non mi risparmio in lodi, a volte forse in modo troppo chiaro e spudorato. Se non la approvo, non mi faccio problemi a dirlo con altrettanta sincerità. In questo caso, a parte qualche falsetto forse di troppo e qualche dissonanza alla quale è costretto dagli accordi proposti, sono veramente impazzito per la voce di Luca. Un timbro ed una varietà di scelte che mi lascia a bocca aperta, che vanno dal sussurro più flebile alla rabbia che emerge nella già citata La Trottola. In questo caso il cantato vibrante, nervoso, insieme all’inaspettato arrivo degli archi, lo rendono un pezzo meraviglioso, con un finale stupendo.

Anche la disposizione dei brani è sapientemente curata. Si percorre tutto l’album con una fluidità naturale, in cui si alternano pezzi diversi ma legati da un invisibile fil rouge che li chiude in un progetto che ha un corpo unitario ed intonato, con momenti di bellezza indiscutibile come nella versione acustica di Sono Nato Per Te, un pezzo dolcissimo dove la voce di Luca è capace di lasciare d’incanto chi ascolta (mi viene in mente Coriandoli A Natale di Samuel dei Subsonica, per la leggiadria di alcuni passaggi).

Insomma, che dire. Un album davvero pregevole, intenso, con ritornelli orecchiabilissimi. Da consigliare a tutti coloro che ascoltano i Negramaro e si chiedono se c’è qualcosa di altrettanto interessante in Italia.

La risposta è si, basta solo aprire un po’ gli occhi.

 

DANIELE MORGESE


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Ultimo aggiornamento Mercoledì 09 Novembre 2011 21:54