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Recensione: TRANS VZ - Progress/Regress PDF Stampa Email
Mercoledì 26 Ottobre 2011 09:43
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Un progresso (tecnologico) che ci farà venir voglia di “regredire” a quando la musica era veramente suonata e, contemporaneamente, un regresso (solo apparente) che ci farà progredire. Guardandola in senso prettamente musicale, sembra questa la chiave di lettura del brillante Progress/Regress, vivace album di debutto dei ternani Trans VZ.

Il disco, non recentissimo (è datato infatti 2010, con le registrazioni concluse alla fine del 2009), è stato prodotto dalla geniale label perugina To Lose La Track (come si può non impazzire per un nome del genere?!) e distribuito dalla sempreverde Audioglobe.

Dieci tracce ruvide e dirette, che ripropongono una formula nota dalla fine degli anni '70/primi anni '80 (regress?) di combat folk libero e scanzonato, tanto da poter essere definito puramente punk, ma con gli arrangiamenti “riveduti e corretti” secondo le evoluzioni dell'alternative rock e del low-fi più spiccatamente moderne (progress!). Dieci tracce che scorrono via veloci, con ritmi serrati e melodie orecchiabili, ritornelli sempre ai confini dell'anthem e follia allo stato puro. Dieci tracce che sarebbero state quelle di un mai esistito album composto dai Devo e suonato dai Clash e che, invece, sono finite tra le mani e tra le corde dei nostri Trans VZ negli anni zero, con tutto il background di possibilità in più (progress, ragazzi, progress!) che ne deriva.

La particolarità dell'album è quel filo di coerenza irrazionale o di incoerenza razionale, che dir si voglia, che riesce a legare indissolubilmente tra loro tutti i brani: si ha l'impressione che ognuno sia finito accanto all'altro per quel velo di lucida follia che li caratterizza e che, in generale, caratterizza l'intera produzione del trio umbro (a cominciare dal moniker scelto!): pezzi che, ascoltati a random, riescono comunque a far arrivare lo stesso messaggio.

Nessun calo di ispirazione, nessuna nota di troppo: tutto semplice e chiaro, graffiante e perfettamente imperfetto, da gran pogo e divertimento aggregante, nel nome del punk del feeling e della spiritosaggine.

Si fatica a scegliere una canzone piuttosto che un'altra, benché le tracce più convincenti probabilmente restano Jimmy (The Jukebox), Headache For Dinner e Transavanguardia, ma giusto per tener fede a questa stupida usanza di consigliare un brano piuttosto che un altro. Quello che consigliamo, in realtà, è tutto il disco e, infatti, vogliamo regalarlo ai nostri migliori lettori. Disponiamo di tre copie originali dell'album che aspettano tre veri cultori di questo genere, c he possano apprezzarne fino in fondo le numerose qualità che in una recensione difficilmente possono rientrare. Se ritieni che il disco faccia al caso tuo, manda un'e-mail a: eventi@ithinkmagazine.it dicendoci perché pensi che i Trans VZ possano piacerti. I tre più veloci saranno premiati con una copia del disco originale!

Intanto ascoltate qualche brano del gruppo da qui: http://www.myspace.com/transvz

E buon progresso/regresso a tutti!


DORIANA TOZZI
 

Commenti (2)
  • Anonimo

    wow

  • ric (TVZ)

    grazie tante gente, bellissima recensione.
    onorati :ooo:

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Ultimo aggiornamento Venerdì 28 Ottobre 2011 19:59