
| Recensione: LATRACCIA - Ad un passo dalla rivoluzione (Zimbalam) |
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| Venerdì 14 Ottobre 2011 10:53 |
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Iniziamo subito col dire che l’unica cosa che di certo non c’è in questo EP è la rivoluzione. I Latraccia fanno un ottimo pop-rock italiano contaminato quel tanto che basta dal brit-pop e dalla new-wave. Max Trani (chitarra), Gianfranco Vozza (batteria), Matteo Festa (basso), Gianluca Agostini (piano e synth) e il già citato Antonio Canta, sono tutti musicisti dotati e preparati tecnicamente ma rivoluzionare, inventare e sperimentare è proprio l’ultimo dei loro pensieri. La proposta musicale dei Latraccia si colloca, infatti, in un solco ben tracciato da tante altre band prima di loro (Negramaro, Tiromancino, Modà...). Apprezziamo l’ottima scelta sonora molto new-wave di Sarò Peggio Io e Piange La Bambina, ma alla fine il succo non cambia: siamo di fronte al noto pop-rock di stampo italiano, senz’altro ben fatto ma comunque niente di rivoluzionario, a dispetto del titolo del disco. Gli arrangiamenti sono ben studiati e congegnati, chitarra e synth si intrecciano sapientemente per creare ottimi riff strumentali di grande atmosfera, la sezione ritmica fa il suo lavoro in maniera precisa e puntuale senza strafare ma anche senza risultare troppo banale. Una grossa pecca del gruppo, però, è rappresentata dai contenuti testuali. Il 90% delle melodie di questo EP canta di amore, non certo un argomento nuovo e audace nel panorama musicale italiano. Intendiamoci, i testi sono anche ben scritti e ben presentati, ma è proprio il focus dell’argomento che risulta piuttosto banale: storie d’amore andate male, amori impossibili e altri stereotipi del genere. In definitiva siamo di fronte ad un buon prodotto musicale che ricalca però (troppo) fedelmente il consueto Made in Italy dell’ultimo periodo, puntando dritto a Sanremo e al consenso delle folle. I Latraccia sono un’ottima band con un potenziale incredibile ma fin quando parleranno di amore e suoneranno riff e melodie così stereotipate per far leva sul classico pubblico medio italiano si scontreranno con altre mille band che hanno avuto la loro stessa ed identica idea e non riusciranno mai a prendere forma in maniera originale, come invece meriterebbero, date le potenzialità. Il pubblico è volubile, le mode passano, quello che rimane è la musica, per questo consigliamo ai Latraccia di osare di più, sperimentare ed innovare, coniando una proposta musicale più audace che si discosti dallo stereotipo del Made in Italy sanremese degli anni 2000. GABRIELE CARUOLO |
| Ultimo aggiornamento Giovedì 27 Ottobre 2011 08:45 |


























