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Recensione: BELLADONNA – And There Was Light PDF Stampa Email
Giovedì 15 Settembre 2011 16:48
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Premettendo che leggendo il comunicato stampa di questa band sono stato incuriosito da frasi come: “album registrato agli Stagg Street Studios di Los Angeles e ingaggiato per questo album Mike Tacci, già engineer del Black Album dei Metallica”, sono passato immediatamente all’ascolto, per verificare se la proposta valesse le aspettative di cotanto “biglietto da visita”.

Intanto facciamo comunque le dovute presentazioni: i Belladonna sono un quintetto tutto italiano, giunto al terzo album, questo And There Was Light, difficilmente classificabile come genere; ascoltando questo disco, infatti, si ha l’impressione che ogni brano sia un'esperienza a se stante e appartenga ad un genere diverso dal precedente e dal successivo.

Possiamo rintracciare del buon rock, pop, dark e goth che si alternano ad atmosfere blues con sfumature noir, il tutto con molta disinvoltura.

Leggendo qua e là informazioni varie sulla band, non si può fare a meno di notare i tanti successi ottenuti dal 2005, anno della loro formazione, fino ad oggi, come ad esempio due nominations ai Grammy Awards e esibizioni al fianco di artisti del calibro dei Nine Inch Nails, Franco Battiato, Giovanni Allevi ed altri. Insomma, parliamo di una band esperta e navigata.

Per una volta, quindi i comunicati stampa non hanno “esagerato”, infatti l’album non tradisce affatto le aspettative. La parte musicale, eseguita in maniera impeccabile, riesce a creare atmosfere cupe e malinconiche alternandole mirabilmente ad aperture colorite e speranzose. Si denota fin da subito un grande talento di tutti i musicisti.

La voce riesce con facilità ad accompagnare note dolci ed emozionanti e riesce con altrettanta naturalezza ad emergere tra note più graffiate e distorte, permettendo da subito di restare ammaliati dal grande talento della cantante; inoltre i cori, sempre inseriti al punto giusto, riescono a dare più forza al cantato.

L’album è straordinariamente composto da venti brani, quindi c’è parecchio materiale da ascoltare, per più di un'ora di buona musica, che non annoia mai e, anzi, conferma traccia dopo traccia la bravura dei musicisti di questo gruppo.

Se dovessi definire questo disco con due sole parole lo definirei “maleducatamente affascinate”!

Buon ascolto a tutti!

DANIELE DI LERNIA

 

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Ultimo aggiornamento Domenica 25 Settembre 2011 13:29