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Recensione: ALCHERA - Discarica Di Sogni PDF Stampa Email
Giovedì 08 Settembre 2011 09:36
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Domanda retorica. Abbiamo davvero bisogno di uno strano incrocio tra i Subsonica e Le Vibrazioni? Giusto per essere chiari il più possibile: decisamente no.

Stiamo parlando degli Alchera, gruppo arrivato alla terza prova discografica con questo Discarica Di Sogni (My Place Records), che si presenta con dieci tracce di pop-rock para-sentimentale con screziature elettroniche, che parla di cuori infranti, gente che si lascia e altre amenità dello stesso genere. Intendiamoci, non ce l'ho con il tema in sé, ma qui mi sembra che la cosa sia un po' monotematica, tanto da diventare quasi irritante. Anche perché il livello medio dei testi mi sembra abbastanza tendente al ribasso (la prossima volta che sento una frase del tipo "mi faccio di te" spacco lo stereo!).

Da un punto di vista musicale, e soprattutto formale, si vede che comunque i ragazzi hanno del talento come musicisti: suoni e composizioni sono tutti al posto giusto. Troppo al posto giusto. Molto spesso troppo coincidenti con lo standard di ciò che dovrebbe essere "la-canzone-triste-e-sofferta-degli-anni-zero". Nessun sussulto, nessuna sorpresa, nessuna emozione, nessun brivido, niente che rimanga in mente. Piattezza totale e noia oltre i livelli di guardia.

Per tutte queste carenze non posso che considerare questo degli Alchera un disco abbastanza inutile. Piccola nota a margine sulla cover qui presente de La Canzone Dell'Amore Perduto: bisogna pensarci molto bene prima di azzardare una cover di De Andrè, perché potrebbe rivelarsi un'arma a doppio taglio. La qualità dell'originale è fuor di dubbio, e il confronto potrebbe risultare impietoso...


FRANCESCO CAPUTO

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Ultimo aggiornamento Lunedì 12 Settembre 2011 13:57