il circo non fa bene ai bambini
Sito Antirazzista
Home icon Home»Musica»Gruppo di Agosto 2011: UROSS (Monopoli)
Gruppo di Agosto 2011: UROSS (Monopoli) PDF Stampa Email
Martedì 23 Agosto 2011 10:48
AddThis Social Bookmark Button

alt
A partire dal moniker, non c'è alcun dubbio sulla provenienza puramente pugliese (precisamente di Monopoli) del gruppo di questo mese scelto da I Think. Loro sono gli Uross e portano il nome del cantante e principale autore dei pezzi del gruppo.

Uross (voce, chitarre, banjo, harmonica e glockenspiel), Fashion (basso), Andrea LittleBrowns (pianoforte, tastiere) e FredFallo (batteria), propongono, sin dal 2005, un rock d'autore cantato in italiano (quasi sempre, ma ci sono anche episodi in dialetto pugliese) con liriche impegnate e un evidente voglia di provare, attraverso l'universale linguaggio della musica, a cambiare uno stato di cose che decisamente bisogna provare a cambiare, combattendo, senza luoghi comuni o falso spirito eroico, contro i compromessi e le ingiustizie a cui vuole farci abituare la società odierna.

Nobili principi, insomma, che hanno portato i quattro paladini del rock nostrano a suonare sin da subito su importanti palchi. Già nello stesso 2005, infatti, ad Agosto hanno aperto il concerto dell'Orchestra di Piazza Vittorio, all'Alterfesta di Cisternino. Un battesimo importante, anche se le vere gratificazioni sono arrivate qualche tempo dopo, nel 2007, con la vittoria alle selezioni pugliesi per il Primomaggiotuttol'anno, presso il Teatro Kismet Opera di Bari.

Un altro riconoscimento giunge l'anno successivo, quando vincono il Premio Nazionale Cantautori Bitonto Suite, con una giuria presieduta da Dario Salvatori.

Durante l'intero periodo di attività hanno partecipato a numerosi contest rinomati (spesso arrivando finalisti, come alle selezioni per l'Arezzo Wave nel 2008, tenutesi a Bitritto) e suonato con artisti importanti come i Radiodervish.

Tutta questa instancabile gavetta live si è spesso condensata in dischi incisi in maniera più o meno amatoriale o ufficiosa (nel 2007 registrano l'album Quasixcaos; il 2008 è l'anno di Fattoincasa e nel 2009 incidono i sei brani che compongono Soliloquio D'Estate) ma soltanto nel 2011 danno finalmente alle stampe il primo vero disco ufficiale, considerato il loro esordio, 29 Febbraio (Lo Squilibrista), che recensiamo nella prossima pagina.

Per contattare la band: www.uross.com

 

Recensione: UROSS – 29 Febbraio (Lo Squilibrista) [Olivia Records]

 

 

Tracklist: alt

 

1.Amaro

2.L'Urlo

3.Psychoman

4.La Canzone Di Natale (Anche Quando Natale Non È)

5.Godot

6.Ormai Andato

7.Un Tipo Chiamato Destino

8.Sciarrabball

9.Avevo Uno Snake

10.L'Eternauta

 

 

Amaro, il primo brano di 29 Febbraio (Lo Squilibrista), opera prima dei monopolitani Uross, pubblicato da Olivia Records, è già una dichiarazione di intenti della band, che rifiuta quella cultura fatta di apparenze e superficialità ed è contro tutti quegli “intellettuali-o-presunti-tali”, che si credono diversi ma finiscono per essere inglobati anche loro all'interno di una massa spersonalizzante.

L'ascolto prosegue con L'Urlo, una denuncia alle ingiustizie del mondo, cui segue Psychoman che bene esprime la parte più idealista del gruppo, aprendo la strada a La Canzone Di Natale (Anche Quando Natale Non È), melodica condanna alle ipocrisie tradizionaliste.

Un'atmosfera più sospesa caratterizza la successiva Godot, che, come suggerisce lo stesso titolo, è una canzone per chi vive “aspettando” ma a volte solo per inerzia.

Una bella intro di piano in levare apre Ormai Andato, un brano con atmosfere da film western, modernizzate e scolpite dalle unghie rock della band.

Il testo di Un Tipo Chiamato Destino inizia a fantasticare sul ruolo del destino nelle scelte della vita mentre Sciarrabball è un brano che omaggia la terra del quartetto, con tanto di ritornello in dialetto, quasi una nenia che ipnotizza l'ascoltatore. Dovrà giungere Avevo Uno Snake per riportarci nella realtà fatalista e sognatrice di Uross, con questo brano che risente, in parte degli arrangiamenti, dell'influenza delle colonne sonore scritte da Nino Rota a cui, guarda caso, è dedicato il Conservatorio di Musica proprio di Monopoli, città d'origine della band.

A chiudere questo variegato album giunge l'onirica L'Eternauta.

I testi sono sempre fondati su temi importanti e storie trascinanti, ma l'unica pecca è che non sempre sono scorrevoli. A volte Uross sembra voler emulare – sia vocalmente che nei testi – Vasco Rossi e non è un bene... mentre decisamente migliori sono i momenti in cui prende forma l'originalità del cantante e del resto della band, dando l'impressione di trovarci di fronte ad un nuovo Rino Gaetano, più rock e proiettato nel nuovo millennio, anche se con la stessa pungente forza espressiva.

Complessivamente, insomma, il disco è un ottimo inizio per una band che però può certamente fare di più. E siamo certi che lo farà.

 

 

DORIANA TOZZI

Commenti (0)
Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti!
Ultimo aggiornamento Martedì 23 Agosto 2011 10:51