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Italia Wave: ipotesi su un flop-non-flop PDF Stampa Email
Venerdì 19 Agosto 2011 12:40
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Italia Wave Love Festival: idee e ipotesi su un flop-non-flop (annunciato?)


Un compleanno insolito per l'Italia Wave, quello festeggiato dal 14 al 17 Luglio nel caldo Salento che, per l'occasione, si è presentato come un'assolata ed ospitale California nostrana.

Un compleanno insolito in quanto, per festeggiare il primo quarto di secolo del festival “più longevo d'Italia”, ci si aspettava feste ed eventi ancor più grandiosi rispetto a quanto non ci avesse abituati la tradizione dell'IW e, perché no, anche spettacoli pirotecnici e nomi di grandi artisti da riempire i grandi stadi.

La proposta di questa venticinquesima edizione dell'IW, invece, è stata meno ambiziosa di quanto ci si aspettasse; e se a salvare le apparenze comunque c'era l'indiscutibile Lou Reed, che, in circa 75 minuti di spettacolo, è riuscito a coinvolgere un corposo pubblico estasiato e completamente in trance (soprattutto quando il Nostro ha riproposto i più grandi successi del periodo con i Velvet Underground), ciò non è bastato a salvare dalle accese critiche l'intero festival.

Critiche che guardavano più ai numeri che alla sostanza, perché di grandi nomi della musica durante questo festival ce ne sono stati eccome. Tuttavia le cause della delusione che, per qualcuno, è stata questa edizione, sono da ricercare nel fatto che probabilmente è stata sottovalutata l'importanza di un cambio di location così drastico.

I Kaiser Chiefs e Paolo Nutini, ad esempio, sono artisti decisamente interessanti e le loro performance sono state encomiabili, ma non sono ancora in grado di smuovere orde di fan dal nord e centro Italia per toccare l'estremo sud pur di ascoltarli: certi sacrifici si fanno per una categoria di artisti decisamente diversa.

I Verdena, il cui spettacolo è stato veramente degno di una band ormai matura e dal grandissimo talento, dall'uscita di WOW, ultima fatica sulla lunga distanza, stanno suonando ovunque, tra concerti e festival di tutta la penisola (addirittura poco tempo prima erano stati nella stessa Puglia, a Bari), dunque il richiamo, pur essendo una grandissima band, è stato ragionevolmente smorzato.

Stesso discorso vale per i Sud Sound System: gruppo carico d'energia e contenuti ma che mastica palchi a volontà e soprattutto in Salento, sua patria, non c'è anima che non li abbia già ascoltati.

Un altro grandissimo artista internazionale di questa edizione è stato Jimmy Cliff: un guru del reggae, un maestro indiscusso del tempo in levare, ma sono in pochi a voler attraversare l'intera l'Italia per ascoltarlo.

Per concludere, la serata finale, che godeva del sostegno di Puglia Sounds grazie alla quale si accedeva senza biglietto, presentando un coupon distribuito nei primi giorni del festival o disponibile all'interno del numero di Luglio di XL (partner dell'evento), era ancora una volta gremita di grandi nomi di artisti che stanno girando l'Italia in lungo e in largo (Silvestri, Donà, Benvegnù, Modena City Ramblers, Marta Sui Tubi...) per i quali sono comunque accorsi in tantissimi, ma grazie a noi pugliesi, che avendo pochi eventi di questa caratura nel nostro territorio, siamo abituati a muoverci anche per tutto lo Stivale pur di inseguire la buona musica dal vivo, e quindi ci siamo fatti trovare a maggior ragione pronti quanto il grande evento si è tenuto nella nostra regione; però, chi è abituato ad avere sempre “sotto casa” questo genere di eventi, è meno predisposto a far sacrifici, se non per una buona ragione. alt

E' questo che, a parer nostro, è mancato a questa edizione: la buona ragione per macinare 1000 km. Non si dovevano necessariamente importunare gli U2 o i Muse o i Green Day, ma non ci si deve neanche meravigliare se i risultati non sono stati degni del venticinquesimo compleanno di un festival così importante.

Proposte per il futuro: restare in Puglia (dove ospitalità, calore e sostegno pongono le migliori basi per una reale crescita di questo festival) e far tesoro di questa lezione, per tornare ad osare con l'ambizione di una volta. Questo è il nostro personalissimo parere e noi continuiamo a crederci, sperando che la Puglia faccia altrettanto, per custodire e migliorare nella nostra terra un festival che merita di tornare ai fasti del suo passato.



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Ultimo aggiornamento Venerdì 19 Agosto 2011 12:47