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Recensione: HOT HEAD SHOW - The Lemon LP PDF Stampa Email
Domenica 14 Agosto 2011 15:49
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Les Claypool
(chi si ricorda dei Primus?) ha deciso di portarseli in tour. E come dargli torto. Come si fa a non innamorarsi di un gruppetto londinese che in trentacinque minuti scarsi fa sembrare una passeggiata una folle (benché non nuovissima) commistione di variegate sporcizie sonore?

Gli Hot Head Show, con questo The Lemon Lp (Hakisac Record), dall'alto della loro ben visibile preparazione tecnica, si permettono con nonchalance di far collidere vibrazioni garage con assassine dinamiche punk-funk immerse nel delta inquinato del blues di Captain Beefheart. Repentini cambi di tempo, armamentario sonico post-punk, andamenti nevrotici e tanta voglia di cazzeggiare. E ci sono persino momenti in cui l'oltranzismo dinamico fa ricordare certo math-core di fine anni '90.

Jon Spencer Blues Explosion che fa una jam con i Nomeansno, con i Primus a dirigere.

Ora, si tratta pur sempre di un'opera prima che conta tutti i difetti del caso. Spesso l'andamento è confusionario, la foga di mettere insieme l'impossibile in tre minuti di pezzo si sente, e diciamocelo chiaramente, i tipi se la tirano anche un po' troppo per i miei gusti. A loro il merito, comunque, di aver rispolverato con grande stile alcune delle pagine più eretiche e misconosciute della musica che fu, e di farlo anche con una certa originalità.

Nota a margine di cui sinceramente m'interessa poco, ma che sono costretto a inserire per dovere di cronaca: il cantante/chitarrista è tale Jordan Copeland, figlio del ben più celebre Stewart Copeland, batterista dei Police.


FRANCESCO CAPUTO

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Ultimo aggiornamento Sabato 20 Agosto 2011 13:01