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Recensione: CORDE OBLIQUE – A Hail Of Bitter Almonds PDF Stampa Email
Sabato 30 Luglio 2011 14:23
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Recensione: CORDE OBLIQUE –
A Hail Of Bitter Almonds

La bellezza della musica sta nel suo essere un’esperienza pre-letteraria, nel suo riuscire a penetrare all’interno del nostro corpo, nelle nostre viscere, senza poterne controllare i modi e i tempi, senza poter definire le emozioni che è in grado di suscitare. La bellezza di A Hail Of Bitter Almonds sta proprio in questa capacità di entrare sottopelle, riuscendo a farci avvertire colori ed immagini in un’avventura onirica che evolve nel susseguirsi delle tracce così sapientemente differenti ma strettamente connesse.
Il progetto Corde Oblique nasce dall’idea di Riccardo Prencipe, chitarrista napoletano attivo sin dal 2000, e dalla sua incredibile vena creativa, capace di realizzare atmosfere sognanti, accompagnato in questa avventura da una notevole schiera di amici e colleghi per i quali compone i suoi brani.

La sua chitarra riesce ad emergere quando deve e ad eclissarsi quando c’è da lasciare spazio alle voci di Sergio Panarella, commovente nel poeticissimo singolo Together Alone (davvero un capolavoro), Caterina Pontrandolfo, che non può non richiamare alla mente la tradizione folk irlandese sullo stile di Loreena McKennit, e della sublime Floriana Cangiano, che in Le Pietre Di Napoli, come in tutte le sue performance all’interno dell’album, riesce a far avvertire la pelle d’oca con la sua voce carezzevole che ricorda quella di Laura Abela (conosciuta ai più con il nome d’arte L’aura).

A Hail Of Bitter Almonds è il quarto album del progetto Corde Oblique. Ed è un album che mi mette in seria difficoltà, perché davvero diviene difficoltoso spiegare a parole la forte intensità che riesce a realizzare e trasmettere. Perfino quando si confrontano con un gruppo sacro come i Radiohead, esponendosi al rischioso onore e onere di realizzare la cover di Jigsaw Falling (Vasco insegna che basta davvero poco per rovinare anche una delle canzoni più belle di sempre, avendo violentato Creep), riescono a tirarne fuori una versione particolarissima, trascinante, che ben coniuga l’originale con l’anima personalissima che permea tutto l’album.

Potrei continuare ore a cercare di raccontare, brano dopo brano, le meraviglie di questo album, citando tutti i musicisti che vi partecipano, ed elogiando ognuno di loro per il lavoro stupendo che hanno realizzato. Chi ha letto le precedenti recensioni fatte dal sottoscritto avrà capito quanto critico sia, ma questa volta non posso esimermi dall’elogiare un prodotto davvero incredibile, completo, maturo.

Se volete chiudere gli occhi e abbandonarvi ad un’ora di musica incantevole, questo album è ciò che vi serve.

Buon ascolto!

DANIELE MORGESE

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Ultimo aggiornamento Mercoledì 03 Agosto 2011 13:50