il circo non fa bene ai bambini
Sito Antirazzista
Home icon Home»Musica»Agosto 2009 - Anno I - Numero 2 - Artista del mese: NARROW (Barletta)
Agosto 2009 - Anno I - Numero 2 - Artista del mese: NARROW (Barletta) PDF Stampa Email
Scritto da D.T.   
Mercoledì 30 Settembre 2009 15:25
AddThis Social Bookmark Button


L'artista che vi proponiamo questo mese è un artista eclettico, che si muove in maniera versatile e scaltra nei meandri dell'immensa foresta musicale, fatta di generi diversi che si compensano, distinguono e completano a vicenda, come i tanti lati del carattere di una sola persona.

Proviene da Barletta, risponde al nome di Ignazio Leone ma in arte si fa chiamare Narrow e la “persona Musica” lui la conosce e la ama attraverso i più diversi lati del suo modo di essere.

Come spesso accade, è comunque una caratteristica a conquistare più delle altre, che ad essa si allacciano per dar forma ad un grande amore. E il lato con cui Narrow ha trovato maggior feeling è il lato elettronico sperimentale, attraverso il quale crea e manipola suoni elettro-primordiali, come creta che prende forma tra le mani dello scultore.

L'approccio di Ignazio Leone con la musica parte da convinzioni filosofiche che inseguono un futuro già presente, attraverso una presa di coscienza del passato, per capirne e prevederne l'evoluzione. Quest'idea di fondo poi si dipana verso una ricerca lungo la strada della contaminazione, che ha portato a fondere a confondere in un'unica (nuova?) realtà il suo animo elettronico con l'anima rock e metal di gruppi della zona con cui collabora, come nel caso dei DEPT.12 (
www.myspace.com/DEPT12).

Per usare parole di Narrow stesso: “Non è importante trovare necessariamente un’unica e perseguibile linea di progettazione quando si è doverosi nel “parlare” con realtà diverse; il principio di tolleranza vale anche per la musica qualora il suo compito sia di veicolare sensazioni e/o disquisizioni retorico-musicali. Talora è necessario però che la sua comprensione sia veicolata dall’involuzione nelle forme della ricerca del passato e nell’“uso” di quest’ultimo a favore dell’evoluzione propositiva della musica”.

Per ascoltarlo visitate:
www.myspace.com/mrnarrow
.
Per essere il nostro prossimo artista o gruppo del mese proponetevi a: redazione@ithinkmagazine.it


RECENSIONE: NARROW – UNKNOW (2009)


Tracklist:
1.Man Of Stone
2.Lose Me
3.G-Funk
4.Huge
5.Animotions
6.Pollutions
7.Airports
8.Emotions
9.Blocked
10.D-Tour
11.Somebody

Man Of Stone: un uomo avanza in una foresta di suoni, tra libellule campionate, foglie metalliche, luci intermittenti da un Sole al neon, paure recondite, ricordi inconsci...L'impressione di solitudine si incolla al timpano dell'ascoltatore e solo quegli ossessivamente ripetuti richiami di volatili meccanici riescono in qualche modo a dargli una via di fuga. Ma sarà reale?
Narrow crea una surrealtà virtuale tra ciò che è tangibile e ciò che è frutto dell'immaginazione, infatti, psicoelettrico come pochi, oscillante tra house e Depeche Mode, sottolinea il suo percorso anche nell'intro di Lose Me. La voce è materiale sonoro tra le mani di Mr. Narrow, con cui costruisce una spirale di sensazioni ritmiche. Una danza in crescendo, a bordo dei miraggi emanati dal sintetizzatore.
G-Funk è l'unica cantata dell'intero album e la voce fumante di Ignazio Leone ci proietta verso un'ossessione più allegra, propositiva, quasi guerrigliera, che ritroviamo nella melodia di Huge. La malinconia, però, torna a governare nel regno sintetizzato di Mr. Narrow, tanto che il successivo brano, Animotions, sembra inizialmente un dolce carillon sulla culla di un bimbo assopito tra i suoi dolci sogni infantili, ma poi la telecamera si allarga e la scena si mostra essere quella di un film thriller, dove quel magone post-tragedia si è impossessato anche delle sterili pareti, sin dalle prime scene del film, ancor prima che ne si capisca la trama.
Dunque arriva Pollution, molto techno-oriented a cavallo dei suoi loop ritmici e bassi sintetici. Un'intro da party nella giungla, e un brano che prosegue in maniera tenue, seppur sempre ben ritmato nel tipico stile di Narrow. Momenti in cui gli effetti si rincorrono sorprendendoci mentre scuotiamo i nostri corpi in una danza incurante delle sagome viventi intorno a noi. Ottima per andare in trance!
Airports è un brano che tende ritmicamente più verso la strada del dub e del trip-hop, e associare al suo titolo la sensazione di vuota immensità che si ha ascoltandolo, per quei suoni che sembrano come realtà separate, a sé stanti e parallele, seppur condividenti la presenza all'interno dello stesso brano, dà ancora una volta una sensazione di solitudine dell'umano, in questo caso “civilizzato”.
Soffusa e cullante è la successiva Emotions, splendida per un dolce risveglio, la domenica mattina, mentre ci si continua a crogiolare sul letto. L'importante è riuscire ad alzarsi prima che il piatto inizi a suonarci il brano seguente, Blocked, o la sua martellante ossessione ci tartasserà i bei pensieri, facendoli diventare un mucchio di cenere.
Scene da un film di fantascienza ambientato nello spazio cosmico, animano l'interessante groove ritmico che compone D-Tour e, verso il finale, gli alieni scendono a prenderci.
Qualcuno si muove, con passo felpato, all'interno della breve ma intensa Somebody, che chiude un album composto da perle astratte, generate da un'ostrica allucinata dopo un trip a base di alghe marine.
Se ascoltate Narrow o siete tra il pubblico alle sue serate, mettete da parte l'orecchio superficiale con cui di solito ascoltate passivi la musica che vi propina la radio della macchina, e lasciatevi coinvolgere, facendovi trasportare nel suo mondo incantato, costruito pixel per pixel, microchip per microchip, loop per loop...
Commenti (0)
Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti!