
| THE REST SIDE (Barletta) |
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L'esperienza a questa band non manca di certo: formatisi, infatti, alla fine degli anni '90 a Barletta, i The Rest Side, con piccolissime revisioni della line-up, continuano a suonare insieme da quasi tre lustri, in cui hanno avuto l'opportunità di condividere palchi con artisti importanti, come i Verdena, per i quali hanno aperto il concerto durante il Trani Music Live 2001, ma anche di farsi conoscere all'estero, soprattutto in terra teutonica, tanto nota per la sua prolifica apertura nei confronti di questi generi musicali in Italia ancora troppo svalutati. Dopo due demotape iniziali, registrati tra il '99 e il 2001, i The Rest Side si concentrano soprattutto sull'attività live, dando alle stampe solo nel 2007 il primo EP, intitolato No One Knows What Means The Clean. Nello stesso anno partecipano al concorso nazionale Rockstock 2007, festival in cui ottengono un importante secondo posto e soprattutto il riconoscimento, da parte del maestro Ellade Bandini, come migliori strumentisti e miglior batterista. La formazione attuale annovera Giuseppe Chiumeo (voce e chitarra), Cosimo Summo (basso) e Ruggiero Lanotte (batteria) e sono loro i tre artefici della prima fatica sulla lunga distanza, The Rough Core Of Things (TaRock Records/Black Nutria), che recensiamo nella prossima pagina. Oggi i The Rest Side si pongono come una delle migliori realtà del panorama rock nazionale: un'ennesima dimostrazione di quanto la musica italiana sia viva e vegeta e in grado di produrre opere e artisti dal sapore internazionale, su cui vale la pena puntare.
Tracklist:
1.Foolscap 2.Get Proud And Race 3.Many Trained Soldiers 4.Faded Memory Of My Promises 5.No One Knows What Clearness Means 6.Saturated People 7.Sot 8.The Joker 9.Vipassana 10.Scrabble
Sono in tre i The Rest Side, ma dalla potenza scatenata dal loro suono sembrano in venti. Il loro primo album, The Rough Core Of Things (TaRock Records/Black Nutria) è completamente autoprodotto ed autofinanziato, registrato nel gennaio 2010 presso i prestigiosi Westlink Studios di Cascina (Pisa) da Alessandro Paolucci, produttore già noto per aver lavorato con Prozac+, Shandon, Malfunk, Vanilla Sky, Raw Power e molti altri. Splendido anche l'artwork del disco, curato da Fabio Barile, il quale ha saputo esprimere con un'immagine semplice e diretta il sound del gruppo. I tre quarti d'ora circa dell'album si aprono con la massiccia Foolscap che già elimina ogni dubbio sull'attitudine del gruppo: un'attitudine fatta da energia allo stato puro, scatenata attraverso pillole di graffiante rabbia sonora che a volte lascia spazio al veleno del dolore e altre volte ad esplosive sfuriate hardcore-metal. Molto interessanti Many Trained Soldiers, che fa venire in mente i migliori episodi di gruppi come gli Exilia o i Guano Apes prima maniera, e la successiva Faded Memory Of My Promises, la quale torna a spremere il dolore in piccole gocce di arsenico, che vanno a sciogliersi in riff che a volte sfiorano il doom metal, alternati ad arpeggi che richiamano atmosfere à la Staind. Tra i momenti migliori di questo disco, comunque, restano l'asfissiante e possente No One Knows What Clearness Means, e la successiva Saturated People, con i suoi cambi d'umore e gli arrangiamenti che sottolineano la maestria del trio a confezionare con meticolosa cura i propri brani. Subdolamente delicato e struggente il penultimo brano, Vipassana, spalanca degnamente le porte al brano conclusivo Scrabble: un'altra perla per quanto concerne gli arrangiamenti e i cambi d'umore. Angoscia e sofferenza mischiate ad una rabbia in grado di radere tutto al suolo: questa è la devastante musica dei The Rest Side. Il gusto melodico riesce ad edulcorare (senza mai snaturare gli intenti) la proposta del gruppo, facendo sì che questo The Rough Core Of Things possa piacere tanto agli amanti del genere quanto all'orecchio più profano.
DORIANA TOZZI
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| Ultimo aggiornamento Giovedì 21 Luglio 2011 13:29 |







Dopo aver assimilato la lezione del grunge dei primi anni '90 e iniziato a svilupparla attraverso l'esperienza del crossover in voga alla fine dello stesso decennio, i The Rest Side (in passato semplicemente Rest) hanno trovato oggi la loro formula ideale, proponendo un infuso di stoner potenziato da umori decisamente metal.

















