
| Recensione: THE CYBORGS - The Cyborgs |
|
|
|
| Mercoledì 13 Luglio 2011 14:06 |
|
Devo fare una premessa, non sono mai stato un amante del blues, ma, da buon ascoltatore, capita di incrociare, nel proprio cammino acustico, brani che hanno fatto la storia di generi che magari non si è avuto modo per approfondire. Sta di fatto che quel poco che posso aver ascoltato, è esattamente ripreso e riproposto dai The Cyborgs nell’omonimo album autoprodotto, che è giunto tra le mie mani. Correndo il rischio di sembrare abbastanza antipatico, e, ancora più probabilmente, correndo il rischio di esser sbugiardato, preferisco assecondare, per onor di oggettività e onestà intellettuale, quelle che sono le mie impressioni, che mi portano a trovare ben poco di originale in questo progetto. Il duo che “proviene dal futuro per recuperare le tracce del Blues” ha di certo ottime qualità, intendiamoci. Il sound crudo riesce a risultare accattivante, le dinamiche di riff e riprese (come nella apprezzabile 20th Floor), il cantato quasi lamentoso e raschiato, riportano alla più sana tradizione blues, con alcuni accenni di rockabilly coinvolgenti (si ascolti ad esempio Dancy) che ricordano certi episodi degli Hormonauts, giusto per fare un nome. Il problema è che, al di là di questo, le dodici tracce non riescono a lasciare un segno concreto, ripetendosi troppo spesso e finendo col restare come qualcosa di astratto, allo stato gassoso. Come quando ci vien raccontata una storia che conoscevamo già per grandi linee e del quale conosciamo il finale. Manca dunque la sorpresa, l’inatteso, l’imprevisto, insomma, il “pepe”... Fatto sta che ad aspettare i Cyborgs c’è un lungo tour, con punte come l’MTV Day di Torino e l’Italia Wave di Lecce, dove tra l'altro la nostra redazione potrà ascoltarli in sede live. Consiliamo questo disco a chi ama Jon Spencer Blues Explosion e gli Hormonauts ed auguriamo, comunque, ai Cyborgs, di completare l’opera e di farmi ricredere: la sostanza c'è, ora è necessario darle una forma più originale. Ai posteri l'ardua sentenza... DANIELE MORGESE
Commenti (3)
Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti!
Joomla components by Compojoom
|
| Ultimo aggiornamento Lunedì 18 Luglio 2011 17:32 |



























L'ho ascoltato anch'io e come dici tu forse il disco non lascia spazio per l'originalità e tende a riproporre 12 tracce omogenee, ma ti assicuro che dal vivo l'imprevisto, c'è.
Guardare TUTTO per credere: http://www.youtube.com/watch?v=U5negyZEfKk&feature=related
Insomma, le basi ci sono.