
| Recensione: THINK'D - Antistandard |
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| Giovedì 23 Giugno 2011 23:21 |
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Le liriche vanno come un treno in corsa, tenendosi ben lontane dai binari delle banalità trite e ritrite, affrontando tematiche non usuali (come la rabbiosa Guerra Bianca, che affronta il non facile tema delle morti sul lavoro) e con una tecnica dura e senza inutili fronzoli. Le basi sono mediamente tutte di buona qualità, passando da modelli più o meno classicheggianti e old-school a episodi più atipici, come l'esperimento quasi industrial di Radical Indie. Basi che spesso sono accompagnate, per lo più a latere, da elementi musicali spesso estranei allo standard: un arpeggio di chitarra acustica qui, un assolo di chitarra elettrica lì, fraseggi elettronici, e chi più ne ha più ne metta. Che da un lato arricchiscono i pezzi di colori e ritmi spesso interessanti, ma che dall'altro allungano inutilmente il brodo, visto che la sensazione di avere a che fare con degli elementi spuri e artificiosamente appiccicati sopraggiunge non raramente. Ecco, forse la grande pecca di Antistandard è proprio il voler buttare nel calderone quanti più ingredienti possibili, a scapito della digeribilità di tutto il prodotto, e soprattutto a rischio di diluire quella grandissima energia che Think'd è capace di tirar fuori. Una maggior concisione permetterebbe di apprezzare in pieno la dirompente e talentuosa urgenza comunicativa del rapper pugliese (originario di Molfetta) e della sua crew.
FRANCESCO CAPUTO |
| Ultimo aggiornamento Sabato 25 Giugno 2011 12:49 |


























