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Recensione: SIGNORILE - A Song 4 Each Day PDF Stampa Email
Mercoledì 15 Giugno 2011 13:05
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Recensione: CLAUDIO SIGNORILE – A Song 4 Each Day...

Quando Jaco Pastorious doveva realizzare un suo album, pretendeva un’orchestra a sua disposizione, e non una semplice orchestra, bensì la migliore a disposizione sul mercato. Per questo viaggiava come un matto dall’America all’Europa anche solo per consegnare una pagina di spartito con qualche battuta. Jaco era senz’altro una figura eccentrica, ricca di sfaccettature diverse, un’icona eterna ma associata ad un preciso momento storico della musica. Fa piacere, quindi, constatare che ancora oggi, nel 2011, ci sono persone meravigliosamente matte, che hanno il desiderio e la forza di realizzare un album solista di basso elettrico.

Claudio Sebastiano Signorile è un giovane artista barese che ha voluto “buttarsi” in questa complicata e audace avventura, ovviamente insieme al suo inseparabile basso.

A differenza di Jaco, Claudio ha fatto quasi tutto da solo, senza un’orchestra o musicisti del calibro di Mike Stern: ha programmato synth e loop ed ha registrato e mixato tutto da sé, a casa sua, e già soltanto per questo il talento barese ha tutta la nostra viva e sincera ammirazione. Ovviamente non c’è solo da premiare l’audacia e il grande lavoro materiale che Claudio ha svolto, c’è soprattutto da ammirare e da comprendere l’ottima cifra stilistica e la straordinaria verve artistica di questo bassista. A Song 4 Each Day..., di contestabile ha solo quel “4” in mezzo al titolo, che fa molto sms da teenager americano.

E' un EP sicuramente in grado di mettere in risalto le straordinarie doti tecniche di Claudio e la sua ottima vena compositiva.

A Song 4 Each Day... si apre carico di ispirazione con Inspiration, in cui si capisce subito come il basso sia il protagonista assoluto del lavoro. Molto bello l’arpeggio iniziale e convincente anche il successivo riff in slap; altrettanto evocativo e ricco di pathos il bridge solista di questa canzone, dove il basso di Claudio si trasforma in una sorta di chitarra acustica dal suono cupo e metallico. Impressionanti i fraseggi e i riff che l’artista tira fuori proprio in questa parte centrale.

A seguire c’è Clenching, una traccia più elettronica, con un groove sicuramente molto moderno, pieno di effetti e più etereo rispetto all’apertura. Bella anche l’idea dei campionamenti per spezzare ed introdurre l’ascoltatore in atmosfere diverse. Quello che, inoltre, emerge fortemente da questa traccia, è la straordinaria maestria di Claudio nella difficile tecnica di tapping su basso.

Proseguendo nell'ascolto dell'Ep troviamo Melodic Bass Solo, che, come suggerisce il titolo, è proprio un lungo ed intenso assolo di basso. Questo brano è la dimostrazione di come il basso elettrico possa essere anche un perfetto strumento melodico oltre che ritmico. Nonostante sulla scena sia presente solo il basso di Claudio, la canzone scorre via facilmente e altrettanto facilmente si “digerisce”, proprio per via dell’ottimo arrangiamento del brano.

In Bora, il basso torna a fare un po’ di più il basso canonico a cui siamo abituati e lascia spazio ai fraseggi di pianoforte di Antonello Cimbasso. Il pezzo è molto orecchiabile e presenta una favoloso assolo bridge di basso dove Claudio tira fuori ancora una volta il meglio di sé. Repentini e geniali i cambi di atmosfera di questo brano, che sostengono il ritmo del pezzo e tengono viva l’attenzione dell’ascoltatore.

Ad introdurre la title track, ci pensa un breve brano di passaggio, intitolato per l'appunto Interlude, e che altro non è che un rapido assolo del basso di Claudio Signorile, suonato a velocità incredibile. A Song 4 Each Day... è sicuramente il brano più diretto e di facile ascolto di questo EP: per quanto il basso elettrico rimanga comunque protagonista assoluto, questo brano è piacevolmente ed efficacemente evocativo. Siamo di fronte al singolo dell’album, quello che, in assoluto, più si presta per presentare un lavoro così complesso e di nicchia ad un pubblico più vasto.

Per chiudere la “settimana sonora” di Claudio Signorile, troviamo Dark Rain, un pezzo introdotto da synth molto cupi e aggressivi, che successivamente sostengono un basso molto dark ed effettato. In questo brano sicuramente l’elettronica svolge un compito molto importante insieme all’effetto flanger su basso. Molto efficace l’effetto delay a ping pong del basso, sul breve bridge della canzone.

In conclusione cosa possiamo dire? Che quello che comunica Claudio Signorile con il suo strumento prediletto va oltre quello che qualsiasi essere umano può comunicare con il verbo. Claudio costruisce fantastiche ed intense linee melodiche con uno strumento musicale prettamente ritmico, stravolge le credenze popolari e i luoghi comuni sul basso elettrico e rende omaggio a chi l’ha preceduto in questo arduo compito (parliamo di personaggi del calibro di Victor Bailey, Marcus Miller, Jaco Pastorious, Bootsy Collins, Tony Levin, Jeff Berlin, Billy Sheehan...). Ovviamente questo A Song 4 Each Day... rimane un lavoro molto di nicchia, ma questo è inevitabile in un’epoca storica dove a far soldi con la musica sono solo teenager svestite e bulli di periferia che vomitano insulti a destra e manca su un beat costruito sui canonici e solidi 4/4.

Complimenti a Claudio Signorile, non solo per il gran lavoro svolto ma anche e soprattutto per il coraggio, la passione e la determinazione che ci ha messo: speriamo ora in un lavoro ancora più completo magari sotto forma di album.

GABRIELE CARUOLO

 

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Ultimo aggiornamento Lunedì 20 Giugno 2011 18:28