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Novembre 2010 - Anno II - Numero 5 - Evadere dalla crisi con stile PDF Stampa Email
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Alla crisi non c’è mai fine: ciclica, lunga, economica, politica, militare, nuova o vecchia, adolescenziale, generazionale, collettiva, mondiale. Fenomeno sempre più pervasivo e continuo, sembra essere diventato il nostro orizzonte culturale, lo spauracchio che ci sventola sulla testa ora più vicino, ora più lontano tenendoci sempre all’erta.

Se è discutibile pensare che la crisi sia l’unico responsabile di questo clima incerto, lo è meno pensare che a ciò contribuiscano trasformazioni reali della nostra società, che alcuni sociologi (come ad esempio Zygmund Baumann) descrivono
come "liquida", privata cioè di molti dei vincoli che costituivano limitazione e contemporaneamente stabilità dell’etica: vincoli sociali, religiosi, di lavoro, di relazione, spazio temporali.

In attesa di metabolizzare del tutto e non risentire della nostra società e delle sue conseguenze, abbiamo un tendenza sempre più forte all’evasione, nelle sue mille forme. Una di queste riguarda la passione per il luxury: il lusso estremo, che sembra generare un crescente interesse… Se infatti il mercato di prodotti di gamma altissima restano alla portata sempre di pochi eletti, tutti gli altri sognano o sorridono volentieri davanti alle ultime costose trovate dei brand.


Per chi ami questo tipo di solletico c’è un portale imperdibile: www.luxgallery.com, denso come pochi di notizie leggere ma ricercate.

Esplorando le sezioni (abitare, arte-cultura, barche, beauty, gusto, motori, people & brand, viaggi e vacanze) ci si può calare una vita extra-chic in pochi click. Per esempio ci si può informare su mostre interessanti come quella romana sulla formazione di Auguste Rodin, apprendere della perla più grande del mondo rinvenuta nel Pacifico, scoprire il packaging curato da Vivienne Westwood per Chivas, fare un pensierino sul Dolphin: un fuoribordo che si gestisce con l’I Pad.

Di che si parlava, pardon? Ah della crisi già, la crisi…


ANDREA LUCIVERO

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