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Moda-stile-mito: “Molto ancora dovete operare per l’avvenire” PDF Stampa Email
Lunedì 18 Giugno 2012 13:19
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Svelta, intelligente, ardita e prudente insieme, dimenticò il mondo femminile”: così la descrisse il marito. Tutto sta nel capire cosa s’intende per mondo femminile. Proprio per questo è necessario occuparsi di Antonietta De Pace che, assieme a tante altre dimenticate, hanno contribuito all’Unità d’Italia, di cui fino a qualche tempo fa festeggiavamo il 150° anniversario.

Questa donna a pieno titolo può entrare nel mondo della storia della moda, lì dove per moda s’intende stile: come altro definire l’indossare uno scialle rosso al passaggio del feretro del re Ferdinando di Borbone? Per poco non è stato santificato mesi fa un uomo d’affari (senza dubbio geniale) e invece queste donne che si sono sacrificate?

Prendiamo lei come esempio di stile a nome di tutte. Era di Gallipoli (LE), figlia di una nobile e ricca famiglia ma non disdegnò di aiutare chi era in difficoltà. Nel 1848 si privò della sua “femminilità” vestendosi da uomo per stare sulle barricate: ma Garibaldi stesso,  sapendo la dura carcerazione da lei patita, tutt’altro sottolineò: “Sono felice di essere venuto a spezzare le catene a un popolo generoso, il cui governo non aveva rispetto nemmeno delle donne!”.

Instancabile, raccolse fondi con altre donne e sempre Garibaldi (di cui forse si parla più ora che l’anno scorso, a causa dei simpaticissimi spot pubblicitari) così la ringraziò: “Degno del vostro cuore è il generoso sussidio mandato ai miei compagni. Voi donne, interpreti della divinità presso l’uomo, molto già avete fatto per l’Italia: molto ancora dovete operare per l’avvenire”.

Garibaldi riconobbe la sua innegabile femminilità, perché qui non si parla solo di stile: si entra nel mito. Un mito tutto italiano e di stampo diverso rispetto agli odierni modelli di alcune donne dello spettacolo. E “spettacolo” deriva dal latino “spectare” che significa “guardare” ed ha tanto in comune, quindi, con “speculum”, da cui deriva la parola “specchio”.

Decidiamo chi vogliamo guardare nello specchio.

PITIAN

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Ultimo aggiornamento Lunedì 18 Giugno 2012 13:21