Non ti meriti niente. Mithraglia come Bukowski?

MithragliaNonTiMeritiNienteCOVER1983, è questa la classe del poeta Mithraglia; uno pseudonimo forte che evoca suoni rapidi e violenti per una raccolta poetica altrettanto forte, intitolata Non Ti Meriti Niente, che si mostra molto diretta anche nell’immagine di copertina, che rappresenta un uomo senza maglietta, non troppo in forma, che si protegge i connotati.

Da Eliot a Bukowski tante le fonti di ispirazione di una poesia che sembra scorrere accordandosi a quel flusso di coscienza e a quella écriture automatique diffusasi nel primo Novecento.

Parole spesso senza ordine e punteggiatura, al di fuori da quella metrica tanto cara ai classici che coprono argomenti vari ma che sempre finiscono col racchiudere la voglia di trasgressione dell’autore.

Trasgressione e noia, sentimento già espresso con enfasi e altro stile, figlio dell’epoca sua, dal grande Leopardi, qui sintomo dell’alienazione del quotidiano e della contemporaneità.

Come Leopardi anche Mithraglia è sconfortato dall’esistenza non natura matrigna e come accade a Bukowski vira versa l’alcol e l’annichilimento del sé.

Cambiare-trovare-trovarsi sono il filo rosso dell’intera silloge, ma alla fine l’esito, la conclusione del tutto è quell’immeritevolezza che dà il titolo alla raccolta.

Nessuno spiraglio, nessuno merita. Neanche la fuga risolve se persino Londra brucia. Fine.

A ciascuno il suo.

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FRANCESCA BARILE

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