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I diversamente abili e la città (L'URLO 09-2011) PDF Stampa Email
Venerdì 30 Settembre 2011 16:22
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I diversamente abili e la città


Vivere la città non sembra molto facile per i diversamente abili, specie se un auto parcheggiata vicino ad una rampa ne blocca il passaggio. Molte auto sono state ritratte in foto che la dicono lunga sulla civiltà dei nostri concittadini. Auto parcheggiate su rampe per disabili sembrano la normalità nella nostra città, sembra proprio che si parcheggi ovunque. Questo non è possibile.

Ridurre la mobilità di un diversamente abile non è possibile. Ledere i diritti di un cittadino, non è possibile. Pensare di parcheggiare vicino ad una rampa perchè in fondo ci si resta solo cinque minuti, non è possibile, nemmeno per un secondo.

I danni che si potrebbero causare ad una persona non vedente, su una sedie a rotelle o in qualsiasi altra condizione di ridotte capacità motorie, sono seri e inaccettabili. Dovremmo tutti rispettare la diversa capacità di mobilità dell'altro e non pensare solo ai nostri "improbabili" cinque minuti di parcheggio. Rampe, segnali di parcheggio per i diversamente abili e quant'altro, sono disposti per facilitare la vita di tutti, per disciplinare e regolare il nostro modo di vivere come si fa in tutte la società civili di questo mondo, per non ledere i diritti di tutti, con le loro diverse esigenze. Vivere in società è innanzitutto prendere coscienza della diversità della stessa e offrire mezzi per rispettarla. Viverla in maniera responsabile è un nostro dovere e diritto. Chi non rispetta gli altri a sua volta non verrà rispettato. Rispettare gli altri, dunque, significa rispettare se stessi.

Dovremmo tutti pensare a fare di più, ma per farlo dovremmo prima utilizzare in maniera responsabile quanto è già a nostra dispozione per poter migliorare e potenziare i servizi della nostra città. Non bisogna dimenticare che la città, dopotutto, è il luogo in cui viviamo e che plasmiamo secondo le nostre esigenze. Essa è stata creata e si modificherà sempre secondo la nostra immagine e diversità.

 


SILVIO DAMATO (Barletta)

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