il circo non fa bene ai bambini
Sito Antirazzista
Home icon Home»Libri»Giugno 2010 - Anno I - Numero 12 - Devozione, di Antonella Lattanzi.
Giugno 2010 - Anno I - Numero 12 - Devozione, di Antonella Lattanzi. PDF Stampa Email
Sabato 10 Luglio 2010 17:16
AddThis Social Bookmark Button

Devozione, di Antonella Lattanzi.

Einaudi 2010, pag 378, euro 18, 50

 

 

Devozione è un romanzo della disperazione.

Ansiogeno nella struttura dei pensieri, veloci tanto quanto lo sono le dita di chi vive situazioni al limite nell’intrecciarsi, nel tentativo vano di rifugiarsi dove l’esterno non può raggiungerle.

 

Devozione  è il secondo romanzo della talentuosa Antonella Lattanzi, di origine barese, scrittrice dalla potenza evocativa non indifferente, tagliente, bruciante e dall’impatto emotivo forte.

 

Narrando la storia di Nikita e Pablo, due giovanissimi tossicodipendenti, le cui esistenze alla deriva si trascinano tra Bari, Bologna e Napoli, costantemente alla ricerca di droga, la Lattanzi mette a nudo la cruda realtà della tossicodipendenza, di quanto sia feroce, esclusiva, distruttiva.

Narra della potenza delle dipendenze nel rendere vani contatti umani, aspirazioni (Nikita desidera fare la scrittrice), persino la quotidianità, che in genere è data per scontata o reputata noiosa routine: per chi anela alla sana normalità di una vita in famiglia, persino il fare la spesa diventa un quadretto di fattura impressionista, dolce nei lillà di cui si tinge.

 

La ricerca spasmodica di droga, il frequentare l’ambiente malfamato della droga, dove ognuno è lupo dell’altro, si arricchisce in corso d’opera di un nuovo elemento: la coppia incontra Annette, ragazza francese ricca e desiderosa di amicizia che si illude di trovare condividendo l’orrore.

Trova Pablo e Nikita, i diversi, i “buoni”, forse quelli più desiderosi di vita rispetto altri, che, nonostante la loro fondamentale bontà, la rapiscono nell’illusione di poter ottenere il denaro necessario all’acquisto della droga.

Inizia così un secondo calvario…

Lo studio di base degli ambienti della delinquenza è percepibile, l’immedesimazione anche: scrittura sapiente e sensibilità artistica hanno reso il romanzo non semplicemente un’opera letteraria, ma un vero e proprio reportage di guerra, della guerra personale che molti si trovano a dover combattere con se stessi e la miserabilità della condizione umana di degrado.

 

ANGELICA SCARDIGNO

 

Commenti (0)
Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti!