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Maschere e letteratura PDF Stampa Email
Domenica 06 Febbraio 2011 15:00
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Tema quasi onnipresente ed affascinante, quello della maschera è argomento preponderante di buona parte della letteratura italiana ed estera, ricorrente ancora negli ultimi due secoli: tempi in cui l’uomo è diventato animale sociale ma rimasto solitario allo stesso tempo, e costretto ad indossare un’apparenza diversa dal suo essere, a causa dei cambiamenti sociali dell’epoca.

È ciò che si delinea, ad esempio, nel notissimo racconto di Robert Louis Stevenson, Lo strano caso del dottor Jekyll e mister Hyde, dove, nel brutale, violento e primitivo mister Hyde, la rispettabilità anglosassone e vittoriana rivela il suo volto reale dietro la maschera dotta, urbana, compassata e borghese del brillante doctor Jekyll. Stevenson tratteggia il volto di una classe dirigente debosciata e malata che esalta le virtù pubbliche, ma coltiva inconfessabili vizi privati.

Non è da meno il capolavoro di Lev Tolstoj, La morte di Ivan Il’ic, dramma della maschera individuale propria di un'epoca che porta al massimo grado l’esasperazione del soggetto e che continua a nascondersi, in un gioco mimetico di specchi.

E ancora, ne Il ritratto di Dorian Gray di Oscar Wilde, in cui per un diabolico e scellerato patto invecchia il ritratto e non il protagonista. Quel ritratto permette a Dorian di indossare quotidianamente la maschera dell'eterna giovinezza ed inviolabile bellezza, lasciando la realtà negativa della sua anima alla tela dipinta.

Aveva ragione il grande Luigi Pirandello quando, in Pensaci Giacomino! esortava la sua società e la sua epoca a spogliarsi del falso e tornare genuina: consiglio rimasto a imperitura memoria e sempre attuale. E dunque, anche oggi: “Levatevi, vi dico! Maschere! Maschere! La vostra è una maschera!”.

 

MARIA GRAZIA RIZZITELLI

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