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Ottobre 2010 - Anno II - Numero 4 - Fabris: La rosa dei venti e il segreto del Monte Rosso PDF Stampa Email
Martedì 02 Novembre 2010 22:12
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Quante volte noi di I Think abbiamo perorato la causa dell'”anti-esodo”, contro l'usanza che spinge molti giovani (e meno giovani) in cerca di fortuna, a trasferirsi fuori dalla propria regione.

Adesso giunge questo “colorato” romanzo di Piero Fabris, La Rosa dei Venti e il segreto del Monte Rosso, ad avvalorare le nostre idee, narrando con semplicità virtuosistica e scorrevolezza linguistica il “viaggio opposto”: quello che dal freddo Nord conduce alla calda Puglia, attraverso il proprio sé.

Si diceva romanzo “colorato” perché tra le righe di Fabris è possibile ammirare nella propria mente, rigo dopo rigo, paragrafo dopo paragrafo, ogni diversa tonalità che colora la nostra terra: dai “rossi e gli aranci” del tramonto, ai colori delle coste sulle quali guizzano le onde del mare, i colori dei monti, l'oscurità delle grotte... fino alle calde sfumature della città di Bari.

Miti e leggende si intrecciano ad una narrazione meticolosa, poetica nei dettagli e avventurosa nello spirito, che attraverso le tre parti del romanzo, Chiave di volta, Antefatto e Fatto, conduce il lettore ad immedesimarsi nei personaggi, vivendo con intensità la storia.

Per la capacità di ricreare scenari e ambientazioni pittoriche, potremmo, poi definire questo romanzo anche “profumato”, “saporito”... un'ode ai cinque sensi, completamente travolti dal fascino antico delle terre di Puglia e soprattutto di quella Bari medievale che tra le righe di Fabris diviene poesia.

La storia de La Rosa dei Venti e il segreto del Monte Rosso, narra delle vicende del principe-fabbro Voluandro, che per sfuggire alla regina dagli occhi di ghiaccio, Mara Bruna, intraprende un viaggio verso la “terra promessa”, che il saggio Cripiro gli predice essere nelle calde e lontane terre del Sud.

Come nella miglior tradizione delle favole, Voluandro – che nel frattempo cambia nome in Dàinn - sarà aiutato e magicamente consigliato nelle scelte da draghi, elfi, simboli e figure mitologiche, così come il suo discendente, Giuseppe Carofiglio, che, secoli più tardi, continuerà la lotta intrapresa dal suo avo, per liberare la sua stirpe dalla malasorte.

Piero Fabris è nato a Baudour, in Belgio, nel 1965, ma sin da bambino è vissuto a Bari, dove si occupa attivamente di poesia, pittura e stesura di romanzi e testi teatrali. Questo volume è edito dalla casa editrice barese Gelsorosso.

 

DORIANA TOZZI

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