
| Agosto 2010 - Anno II - Numero 2 - LETTERATURA - LA RIVOLUZIONE LETTERARIA DELLA AUSTEN |
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| Venerdì 15 Ottobre 2010 11:22 |
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Se la natura ha l’eleganza dell’evoluzione, l’uomo è spinto ad un cambiamento repentino attraverso diversi mezzi, tra i quali la letteratura è sempre stata uno dei privilegiati. La dimostrazione risiede nell’uso che gli scrittori fanno della parola scritta, mediante la quale rivoluzionano i pensieri e con essi la società. Un esempio è Jane Austen, autrice di romanzi di freschezza intellettuale rara e finissimo umorismo spesso connotato da una certa vena velenosa. Nata nel 1775 nel sud dell’Inghilterra, la sua vita fu dedita per lo più al focolare domestico e solo come diletto anche alla letteratura, per sfuggire ad una quotidianità limitante, riservata soprattutto alle donne. La Austen si diletta nella descrizione romanzata di vicende che solo nella società inglese del suo secolo avrebbero potuto prendere vita, narrando di cuori infranti per le leggi di classe, di decoro e di matrimoni combinati, tutto con l’ironia di uno spirito libero da qualunque conformismo e desideroso di emancipazione. Non si sposò mai e visse una vita sociale tranquilla ma decisamente ricca di fantasia e sarcasmo nella sua mente pungente e acuta. Non ha fatto manifestazioni né ha mai condotto una vita da “sesso, droga e rock’n’roll”: nonostante tutto è stata tra le menti più ribelli della letteratura per quel suo passare al setaccio ipocrisie e frivolezze di una società che nascondeva i suoi scheletri sotto pizzi e merletti. Difficilmente imitabile la bellezza di due dei suoi romanzi, pubblicati da Einaudi nella collana Tascabili: Ragione e Sentimento e Orgoglio e Pregiudizio, che hanno ispirato anche diversi film. ANGELICA SCARDIGNO |







La rivoluzione è una caratteristica tipica della società civilizzata.

















