
| “Andavo a prendere il caffè”…con Angelo Nardelli |
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| Martedì 19 Luglio 2011 11:59 |
Quando e perché è nata in te l’idea, la voglia di dar vita a questo libro? E’ nata proprio per far sentire la voce dei disabili soli. Io ero un disabile solo, e ora mi sono riappacificato con la mia famiglia grazie alla professionalità del presidente Cosimo Cilli e di quanti lavorano nella casa-famiglia. Quest’opera ora è una realtà, siamo prossimi alla terza ristampa. Per me questo libro è un bigliettino da visita, per far capire che i disabili sono aiutati sempre, non sono mai soli. Non potendo io leggere o scrivere, avevo bisogno dell’aiuto di alcune mani volenterose, che hanno collaborato e collaborano oggi per rendere realtà questo progetto. Nel libro intitoli i capitoli con parole come radici, volo e affini. E’ segno della tua voglia inespressa di provare stabilità fisica, un contatto con il terreno? Questa casa mi ha dato lo spazio che tu vai a cercarti. Non è mai come la tua famiglia, perché a 40 anni credo di aver messo delle radici fisiche. Ora il mio unico obiettivo è far migliorare mio padre ed essere pronto a ricambiare l’aiuto ricevuto dalla casa-famiglia che mi ha aiutato tanto negli anni. L’incontro che ti ha cambiato la vita… L’incontro con la Madonna di Lourdes nel 2002 mi ha cambiato in maniera definitiva la vita: tutti i bei incontri che ho fatto successivamente hanno origine in questo iniziale “incontro”. LUCA GUERRA |

























