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Il poeta Filippo Pirro PDF Stampa Email
Sabato 26 Marzo 2011 15:20
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L'ELOGIO DELLA VITA E LA LOTTA ALLA NONCURANZA

Leggendo le poesie di Filippo Pirro, poeta e artista di San Marco in Lamis, è affiorato in me all’istante un sentimento di agghiacciante tristezza in quanto Pirro spesso va a toccare un tasto dolentissimo della nostra realtà contemporanea: la noncuranza. Cioè l’indifferenza, malattia sottile, insidiosa e mefistofelica che è sicuramente da considerarsi il male attuale per eccellenza.

Il poeta ha lo sguardo attento sui meno fortunati, sugli emarginati, sui discriminati: in brevi componimenti inserisce realistici sketch che hanno come protagonista principale l’indifferenza, questo male infido difficilmente debellabile seppur facilmente individuabile. Per questo, non ho potuto fare a meno di sentire dentro di me quella tristezza e quel vuoto che sopraggiungono nei momenti in cui ti capita per strada di incontrare un bimbo lavavetri o di leggere un cartello portato in mano da un nomade o da un immigrato con la scritta Un po’ di pane per la mia bambina e spesso tiri avanti perché non puoi – o non vuoi – mettere la mano in tasca ad ogni semaforo, ad ogni angolo, ad ogni strada che imbocchi.

 La produzione poetica di Filippo Pirro accosta, però, all’amaro dell’indifferenza anche il dolce dell’amore di chi è sempre pronto a donare un fiore, il dolce di una vita fatta di bene, di bellezza e di pace, il dolce della speranza che l’umanità possa risorgere con noi risorti, della presenza di Dio che l’uomo deve essere sempre pronto a lodare e a glorificare perché chi crede in Lui trova la forza di risalire il burrone in cui era precipitato, il dolce di un grido che raggiunga tutti gli uomini invitandoci ad abbracciarci con chi è bianco, nero o giallo: Dite a tutti che Dio è Padre Nostro/E che ogni uomo al mondo ci è fratello.

No all’indifferenza, quindi, e sì ad una vita di fratellanza, in cui tutti riconoscono in tutti il segno dell’umanità a prescindere dal colore della pelle, dalla provenienza e dall’estrazione sociale.

 

MICHELE DELPIANO

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