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Scavamilanima - Calò PDF Stampa Email
Lunedì 20 Dicembre 2010 17:53
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La lettura della prima raccolta di versi della poetessa barese Roberta Calò mi ha convinto – potrei naturalmente fallare - che il titolo Scavamilanima sia un invito all’uomo che lei ama e dal quale è stata amata di discendere nei meandri della sua anima dopo aver scoperto - amando – il suo corpo, o meglio, come la stessa autrice svela il mio corpo infuocato. La gran parte delle composizioni è permeata di quel fuoco – il fuoco della passione, del desiderio sessuale - che è ovviamente noto a tutti ma che rappresenta ancora tabù in una società che nei suoi pur apprezzati tentativi di tolleranza ed apertura mentale tende tutt’oggi a schivare determinati topic:

 

[…] mentre silenziosa scende la tua mano/tra le mie vogliose curve/ […]Ci accarezzeremo fino a consumarci di passione/Io su di te/Tu dentro di me/Eccitati Infuocati

 

Il merito di Roberta Calò rientra in quella schiera esigua di poeti e scrittori che hanno il coraggio di non obnubilare la realtà e, in conseguenza a ciò, di non tralasciare nessuna sua sfaccettatura, malgrado questo comporti mettersi a nudo di fronte a tutti correndo anche il rischio di dare adito alla produzione illegittima di giudizi non propriamente positivi sul proprio conto.

La sofferenza, presente esclusivamente nelle ultime poesie, probabilmente deriva da un allontanamento del suo amato e dall’impossibilità di un suo ritorno:

Sei un imperfetto che non può tornare/una pioggia incessante/dolce tremore d’amante/romantico respiro d’amico.
 

Il finale, invece, è avvolto in un'aurea di sogno che annuncia l’eternità del loro amore:


Ed eccoci insieme/dinanzi al mare/il dolce sognare delle nostre anime/Non più sola/non più persa in un buio profondo/ho trovato il mio mondo…e il mio mondo sei Tu.


 

MICHELE DELPIANO

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