
| Settembre 2010 - Anno II - Numero 3 - Acqua: fonte di... poesia |
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| Venerdì 15 Ottobre 2010 13:24 |
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Il ringraziamento a Dio per questo bene, che l’uomo moderno non esita a sperperare, finisce nel dimenticatoio per le generazioni che avanzano, incapaci di custodire con zelo i beni di cui disponiamo. Ma i poeti, giornalisti silenziosi della realtà, attenti alle preziosità di Madre Natura, continuano a cantare nei loro componimenti l’acqua, fonte di vita per gli esseri viventi ma anche spettacolo gratuito quando si esibisce nella cascata e nella pioggia. Grazie alla pioggia, Gabriele D’Annunzio diventa un tutt’uno con la Natura (panismo). La pioggia, suonando gli strumenti del bosco con le sue innumerevoli dita - tamerici, pini, mirti, ginestre, ginepri, la solitaria verdura - produce musiche diverse secondo la fronda più folta men folta. Il poeta e la sua Ermione vivono ora di un’arborea vita, immersi nello spirito della Natura, ricondotti al principio originario, all’arché - che il filosofo greco Talete individuò proprio nell’acqua. E l’acqua è presente nella poesia di Petrarca, di Foscolo, di Leopardi, di Palazzeschi, di Pascoli a conferma di quanto affermato sopra. Ma un salto in un passato un po’ più lontano ci permette di concludere quest’articolo con la giusta dose di malinconia di cui è pregna la Poesia da sempre. Leonardo da Vinci, osservando i moti dell’acqua dei fiumi, impegnato a scovare i segreti celati dei principî naturali, ci regalò questa splendida immagine che collega straordinariamente acqua, tempo e vita: “L'acqua che tocchi de' fiumi è l'ultima di quelle che andò e la prima di quella che viene. Così il tempo presente”. MICHELE DELPIANO |







“Umile, preziosa e casta” è l’acqua di Francesco d’Assisi nel Cantico delle Creature. 

















