
| Marzo 2010 - Anno I - Numero 9 - Intervista a STEFANO BOLLANI |
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| Domenica 21 Giugno 2009 10:44 |
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Vuol dire aver realizzato tutto quel che volevo fare da bambino. Ho iniziato a suonare il piano all'età di sei anni e a quindici lavoravo,nel senso che mi pagavano per suonare. Ho convinto anche i miei genitori del fatto che "potevo campare" dalla musica. Non hai mai perso la speranza? No,mai!Questo è un pò il mio segreto. Sono stato abbastanza fortunato perchè a quindici anni ero impegnato con i miei tre concerti per settimana,in più non ho mai mollato la scuola. Inizialmente frequentavo il classico a Firenze, poi mi sono iscritto al liceo musicale. Quale consiglio daresti ai musicisti, cantautori, cantanti esordienti? Il consiglio che a suo tempo Carosone diede a me,visto che mi è servito:ascoltare tanto blues e tanto jazz. Ascoltare tantissima musica,ascoltare-studiare con passione i dischi altrui. Molti che iniziano a vivere nella musica ascoltano solo dischi recenti o "dell'anno scorso". Bisognerebbe conoscere invece la storia della musica che si ama, e mai fermarsi al disco pubblicato lo scorso mese. Un punto di riferimento importante per la tua personalità musicale è stato Miles Davis, qual è stata dunque la sua più grande lezione? Cambiare, mutare continuamente pur rimanendo integro. Miles ha cambiato più volte i suoi musicisti, il suo genere di musica, il produttore discografico, ha cambiato strumento... Mentre invece, Carosone, un altro tuo idolo, cosa ti ha trasmesso? Un pò il contrario forse. Ci ha detto, ed è forse uno dei rarissimi casi, che se non si ha più nulla da dire,s i può anche smettere, e lui nel Come tieni costantemente viva la tua curiosità innata? Mi son detto che devo cambiare sempre, continuamente perchè lo faceva Miles. Non sono spericolato nella vita e nelle esperienze, ma lo sono nella musica, nel senso che mi lascio contaminare quanto più possibile. Sì, non penso di essere puro, nessuno di noi è puro quindi non vedo perchè non accettare stimoli dall'esterno. Cosa riscriveresti della tua storia? Una "cosuccia" che ho fatto per tre mesi e non la dico apposta. Nemmeno per noi di I Think Magazine? Ho fatto una tournèe pop inutile. Considera che nella mia carriera ho affrontato tournèes pop per circa due anni e mezzo,e le ho sempre considerate utili. Quella con Jovannotti e Raf ad esempio sono servite visto che ho imparato anche quello che non mi piaceva. Per il resto sono parecchio soddisfatto della mia carriera. Il tuo mentore Enrico Rava, ti ha dato il coraggio e la spinta necessarie a metterti in gioco, cosa suggerisci a chi il "proprio mentore" non lo ha ancora incontrato? Di incontrarlo!(Ride). Bisogna suonare in giro senza aspettare che qualcuno ti aiuti. Io non sono nè andato a cercarmi il mentore,e nè tantomeno a mandare in giro cassette, o aspettare in casa che mi squillasse telefono. Ci vuole una via di mezzo, essere scaltri quanto basta, farsi ascoltare ma non rincorrere il successo "per forza", perchè poi quando rincorri una cosa è la volta che non la trovi, oppure ti passa accanto e non te ne accorgi! Antonella Fuccilli
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Cosa vuol dire oggi essere pianista, comico, compositore, improvvisatore, conduttore radiofonico e molto altro, di successo?













